"Vedrai che pure tu, quando un giorno sarai stretto nell'odiosa morsa della routine, non sarai più tanto disponibile… e così gentile coi pazienti". Questo mi dicevano alcuni colleghi a proposito del mio rapportarmi con le persone in ambito professionale. E ricordo che il più delle volte rispondevo loro solo con un sorriso, perché intuivo che qualsivoglia spiegazione avrebbe potuto "suonare" come difesa, come giustificazione. E poi - pensavo - si può davvero scommettere - o essere ragionevolmente sicuri - che domani saremo ancora le stesse persone?
Ma ora so che mi tentavano… che mi tentavano con le loro ansie,
coi loro dubbi, con le loro paure. Io invece ero convinto si potesse
davvero scommettere sulla propria vita… sulla sicurezza di ritrovare
un giorno - magari con pensieri e atteggiamenti diversi - lo stesso
cuore di sempre e quell'intelligenza delle emozioni che nasce in
coloro che non hanno paura di guardarsi dentro. Ed è una
bella certezza questa!… anche se per qualcuno potrebbe non bastare.
Quello che so è che non baratterei per nulla al mondo la
verità del cuore: perché è in essa
che si potrà trovare sempre la vera
gioia… anche tra cumuli di macerie.
Sully