Avevo riposto fiducia e speranza nel rapporto di coppia e avevo creduto in Lei!
Ho sempre cercato di capirla, soprattutto quando diceva di avere dubbi ed
incertezze, perché desideravo costruire un amore sereno; e le sono stato
accanto, pur con il cuore lacerato, anche nei silenzi e nei suoi momenti di
chiusura… ma soltanto per accorgermi di non essere mai stato amato.
E quando ho capito tutto questo ho desiderato, per un momento, di scomparire e
non risvegliarmi più dal sonno; ma una voce amica, alla fine, mi ha destato
sussurrandomi queste parole: «Lì fuori, da qualche parte, la tua anima
gemella ti sta aspettando all'ombra dell'arcobaleno!».
Fred
Da: Arthur
A: Federica
Data: Mar, 9 maggio 1995, 22:31
Oggetto: Chiarimenti
Cara Federica,
oggi non ho fatto a tempo a scriverti così lo faccio ora usurpando, per un
pò, il pc di mio figlio.
Rileggendo, una volta ancora, ciò che ci siamo detti in Messanger in questi
due giorni mi accorgo quanto poco sappiamo uno dell'altra. Ma la cosa che mi ha
maggiormente colpito - e che forse avrai notato - è questa mia apparente
mancanza di curiosità nei tuoi riguardi: sembra quasi che non m'importi
nulla né della tua vita né di quello che fai per vivere… né - cosa
non da poco - se sei sposata!
Il fatto è che non ne ho avuto il tempo: è talmente bello parlare con te, mi
sento così a mio agio, che la conversazione ha preso strade decisamente diverse
da quelle che mi sarei aspettato. Ed è una sensazione mai provata prima: la
consapevolezza e la certezza che qualcuno ti ascolterà indipendentemente da
ciò che dirai… e così mi sono lasciato andare. Spero perdonerai il
mio essere, forse, troppo diretto: andare al sodo può, a volte, essere un difetto.
Di fatto non sono tanto gli "ormoni" - come tu dici - a farmi parlare ma la
certezza di essere al cospetto di una persona vera (non so se riesco a spiegarmi).
Voglio vederti, voglio conoscerti… perché se di persona sei
veramente come ho potuto intuire online il non incontrarti sarebbe, per me, una
perdita infinita.
Con sentimenti di riconoscenza.
Arthur
PS A proposito (che sbadato) tu di dove sei? Spero tu non sia un'isolana! :-)
Da: Arthur
A: Federica
Data: Mer, 10 maggio 1995, 16:01
Oggetto: Per prolungare il tempo con te
Gentile Federica,
è stupefacente come io mi sia sentito "da subito" così bene con te…
sai come si dice: questione di pelle! È questa possibile affinità, dunque, che ho
avvertito nonostante il poco tempo trascorso a parlare insieme a te.
Nella vita sono stato una persona decisamente fortunata… ho conosciuto gli affetti e le
tenerezze, i baci e le carezze. Ma, se possibile, vorrei continuare ancora a vivere
nella pienezza e poter assaporare quel sogno che tu oggi - soltanto con poche parole -
mi hai fatto appena intravedere.
Con entusiasmo e simpatia e (se posso permettermi) con un bacio.
Arthur
Da: Federica
A: Arthur
Data: Gio, 11 maggio 1995, 8:28
Oggetto: La mia breve risposta
Dear Arthur… è così tipicamente inglese questo nome! Scusami!
Caro Arturo,
devo dire che mi hai colta di sorpresa con le tue due lettere e sono rimasta disorientata.
Ti capisco quando mi parli di emozioni da vivere… ne siamo tutti, consapevoli o meno, alla
perenne ricerca. E ti ringrazio per la tua spontaneità e per la tua immediatezza, spesso
nei miei riguardi gratificante, che hai voluto usare nei tuoi pensieri.
Questa mia breve risposta - sono sincera - non ha seguito un impulso istintivo. Ho dovuto
rifletterci, e sebbene ancora la prudenza mi raccomandi di tenere il piede sul freno, la
mia lotta contro alcune stupide convenzioni si fa sentire col risultato che la
curiosità di conoscere un nuovo amico ha preso il sopravvento.
Ogni futura conoscenza ha la possibilità di donarci nuove ricchezze. Dunque, senza
false promesse, auguro ad entrambi di diventare… milionari!!!
Con gratitudine
Federica
Da: Arthur
A: Federica
Data: Gio, 11 maggio 1995, 11:23
Oggetto: Grazie
Devo riconoscere che la mia prima email e alcuni messaggi in Messenger
non possono non averti un poco spaventata. Ed è per questo che ho provveduto subito a inviarti
una seconda email che potesse chiarire, in qualche modo, che cosa potesse significare
quell'urgenza da parte mia. Io credo comunque che poche persone, poche donne, avrebbero
risposto a queste mie: soltanto una donna speciale, senza paura (come mi era sembrato
di capire in Messenger) avrebbe potuto farlo.
Sono dunque felice che tu mi abbia risposto Federica ma ancor più felice di scoprire
che anche tu, forse, sembri avere questa mia stessa urgenza: urgenza di
emozioni, sentimenti, affinità di spirito e forse di poesia.
Quel mio vediamoci, incontriamoci, poteva sembrare surreale solo pochi giorni
fa: ora, invece, sembra aver assunto il profumo del possibile.
Ti abbraccio e ti bacio mille volte.
Arthur
Da: Federica
A: Arthur
Data: Gio, 11 maggio 1995, 12:54
Oggetto: Re: Grazie
Questa tua ultima email mi ha sconcertata ancor più delle altre.
Hai un modo di scrivere così coinvolgente che assomigli, in modo strabiliante, a
un uomo che conosco ormai da un anno e che è entrato nella mia vita perché ama
le cose che io amo di più.
Sei gentile e generoso, e sei quello che si definisce una bella persona. Felice di
averti conosciuto Arthur. A presto.
Federica
Da: Arthur
A: Federica
Data: Gio, 11 maggio 1995, 17:53
Oggetto: La tua generosità
Che generosità da parte tua Federica!: due lettere!, quasi in un colpo
solo… troppa grazia, davvero! :-)
Voglio subito rassicurarti che questa mia non richiederà, per forza, una
tua risposta; non vorrei pensassi che io "prema" e corra un pò troppo.
Se vorrai rispondere, potrai farlo prendendoti tutto il tempo che riterrai necessario.
Io, comunque, voglio scriverti lo stesso (se lo permetti) perché così facendo
mi sento felice e sento anche di aver abbattuto, finalmente, un muro: lo spesso muro
della solitudine. In realtà nessuno di noi può veramente dire di essere
completamente solo, ma ora che parlo con te, ora che mi sento così bene, lo stato
in cui ero prima - prima di conoscerti - mi appare sempre più come qualcosa d'indefinito.
Una frase della tua ultima e graditissima lettera mi ha comunque molto
colpito: no, più che colpito oserei dire quasi annientato! Sono parole
lapidarie - quasi un avvertimento - come parole sbalzate sulla roccia. Dicono
così: «un uomo che conosco ormai da un anno e che è entrato nella
mia vita perché ama le cose che io amo di più». Avevi
già accennato in Messenger di avere un amico, un amico vero.
Io conosco bene l'importanza dell'amicizia e la sua preziosità; ciononostante
ho avvertito una stretta dolorosa di gelosia (sì, lo so, irrazionale) che mi ha
quasi fermato il respiro.
Come ben sai - e so - io non potrò mai competere con questo tuo amico, e nemmeno
lo vorrei. Credo, infatti, che nel cuore di una persona debba per forza esserci molto
spazio! Sei d'accordo con me?
Sono un addetto alle spedizioni di testi scientifici. Qualche volta mi capita anche
di fare il corriere muovendomi prevalentemente all'interno della mia regione: la
Lombardia (io sono di Milano). Mi sono spesso chiesto di dove tu sia perché mi
farebbe veramente piacere conoscerti di persona; ma se tu fossi troppo lontana da
me avrei una bellissima idea da proporti: diventiamo amici di penna?
E chissà che questo non ci riservi, in futuro, piacevoli sorprese. Che ne dici?
Con amicizia e profonda gratitudine.
Arthur
Da: Federica
A: Arthur
Data: Gio, 11 maggio 1995, 22:46
Oggetto: Sincerità
Buona sera Arthur,
hai iniziato la tua lettera prendendomi un pò in giro; vabbè, per questa
volta ti perdono. :-)
Chiamala generosità o educazione, ma ti ho risposto volentieri, non erano che
poche righe e più che altro di saluti.
Mi spiace che tu abbia interpretato come lapidarie le mie parole di riferimento al mio
amico. Non intendeva essere una minaccia ma solo un atto di sincera confidenza. Non sono
capace di mentire. Credo, direi con innocenza, a tutto ciò che le persone mi
raccontano. A volte mi rendo conto della falsità da subito mentre, altre
volte, mi è capitato di scoprirlo quando ormai la delusione era divenuta
inevitabilmente dolorosa. Ma questo fa parte della vita. Sì, anche il mio
amico fa parte della mia vita; si tratta di un'amicizia del tutto anticonvenzionale
e atipica e forse, agli occhi dei più, risulterebbe impossibile e sconveniente.
Dicevo atipica perché nessuno, o davvero pochi (e se ci sono presentameli) ha mai
creduto che l'amicizia tra un uomo ed una donna potesse diventare cosa realizzabile
e, soprattutto, donare piena soddisfazione ad entrambi. Così ho
preferito confidarti subito una cosa che è e resterà importante
e in ogni caso parte di me per sempre.
Non per questo intendo precludermi la possibilità di conoscere altre
persone, specialmente se simpatiche e generose, ma va da sé che il mio
intento è quello di partire in modo sincero perché nessuna
verità omessa possa in futuro alterare alcunché.
Senza invadenza mi stai chiedendo da dove io ti stia scrivendo. Concedimi, per il
momento, questo piccolo e momentaneo segreto. Sono certa che ci siano i presupposti
per diventare ottimi amici e il tuo entusiasmo è decisamente contagioso.
Ma dimmi: hai facoltà soprannaturali per aver letto in poche righe tutta
la mia voglia di vivere?
Per te.
Federica

Finisce così, in modo quasi sospeso, la corrispondenza tra Federica
ed Arthur con la quale m'imbattei casualmente alcuni anni fa.
Per me - allora neofita del web - fu una cosa veramente sorprendente e un privilegio
poter condividere le emozioni di questi due cuori dei quali, purtroppo, non ho saputo
più nulla.
Comunque voglio credere e sperare che i germi di quella giovane amicizia, cercata
e voluta quasi disperatamente, non siano andati perduti.
Sully
Lampi e tuoni, questa sera, e una luce che altro non fa che giocare a nascondino con
la mia pazienza. Ho dovuto togliere infatti l'alimentazione alla TV, al PC e rinunciato
alla compagnia di un Couperin e di un Bach.
Mia moglie e mia figlia sono in vacanza mentre io, purtroppo, rimango a casa per impegni
di lavoro. Ed ora, tutto solo, mi sto chiedendo come riempire questo spazio di silenzio
fattosi così spaventosamente denso, e senza quasi accorgermene ho cominciato
a pensare.
Sono stati due mesi difficili quelli appena trascorsi: stanchezza, caldo, insofferenza
e nervosismo, e mi sono lasciato andare. Ho cercato di ribellarmi a quella
passività che a volte s'impossessa della nostra mente - come se fosse una forza
terribile ed invincibile - e che contro di essa la volontà sembra quasi non poter
far nulla. Ma per fortuna tutto è passato, ed ho ricominciato a scrivere.
Ora il mio pensiero va a quelle persone che, con squisita sensibilità e simpatia, hanno speso una parola dolce e un ringraziamento per me e per quel poco di buono che, in questi mesi, ho cercato di condividere con loro in parole ed emozioni.
Sully
È un dato di fatto che «ciò che va bene per me non necessariamente deve andare bene per tutti». Ma a volte capita di dimenticarcene.
Quando parliamo di qualcosa d'importante - di "serio" - con una persona che ancora non si conosce siamo spesso tentati - se ci accorgiamo che non crede a tutto quello che le stiamo dicendo - di caricare le nostre argomentazioni di un pathos che sfiora l'arroganza. Non sempre però di vera arroganza si tratta ma, piuttosto, di autentica passione; il credere, cioè, con forza e convinzione alle "proprie verità", a quelle verità che ci fanno sentire più vivi e pieni di speranza. E questo atteggiamento "sanguigno" non potrà mai essere scambiato per prevaricazione se sarà accompagnato da rispetto e da grande capacità di ascolto.
Sully
Quale la cosa più bella
sopra la terra bruna? Uno dice "una torma
di cavalieri", uno "di fanti", uno "di navi".
Io, "ciò che s'ama".
Saffo

Un fresco venticello che accarezza piano il tuo viso, le tue spalle e i piedi
nudi in una calda sera d'estate; il profumo del bosco al mattino e dell'erba intrisa
di rugiada; il sapore inebriante di un'acqua che, sgorgando dalla nuda roccia, viene
a colmare la tua sete; il sorriso radioso di un viso amato che riempie il tuo
orizzonte: momenti, questi, di autentica emozione, momenti dove ti sembra possibile
toccare il cielo con un dito, momenti di luce e di grazia particolari, momenti nei
quali il tuo cuore - non riuscendo da solo a contenere le emozioni che lo scuotono - chiede
soccorso agli occhi per poter trovare sfogo in un pianto liberatorio.
Questo, per me, è felicità, gioia autentica, emozione e genuino piacere.
Ringrazio dunque la vita - ringrazio Dio - per avermi concesso quest'unica ed
irripetibile occasione.
Sully
Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw