Questo amore
Un nuovo linguaggio imparammo,
fatto di gesti e di emozioni,
per consumare questo amore.
Sully

Finalmente una giornata di sole! L'aria è ancora un pò troppo
fresca per questi primi giorni di settembre: ma va bene così.
Sono le 8 del mattino e sono in Casa di Riposo. Qui, dopo tanto tempo, ritrovo
i "miei" vecchi e il magico "silenzio" del bosco, il canto della
tortora e quello del cuculo, e il chiacchierio sommesso del personale paramedico.
Sbrigo le poche cose da fare al sabato e mi prendo un pò di tempo per buttar
giù queste righe.
Stamane la sveglia suona alle 6:30 e non so cosa darei per restarmene ancora un poco
a letto. La giornata di ieri, infatti, è stata pesante e non sono
riuscito - nonostante una buona nottata - a smaltire del tutto la stanchezza
accumulatasi: ma che m'importa se ad aspettarmi c'è un fine settimana da
trascorrere in famiglia dopo le due ore che dovrò "consumare" in
Casa di Riposo?
Appena arrivo al lavoro trovo "ad aspettarmi" due ottantenni - signora e
signore - seduti nei pressi della macchina del caffè. Osservano in silenzio
il mio arrivo - quasi come un evento inatteso - pieni di curiosità. Rispondo
al loro saluto mentre mi preparo ad assaporare il meraviglioso aroma di un
caffè solubile.
Lei è una signora un pò sorda "schiacciata" in una sedia a
rotelle e affetta dal Parkinson che la costringe a parlare a strappi e in modo quasi
cantilenante; Lui, invece, è un signore dall'aria tranquilla e
"distinta", in giacca e cravatta, che gode - a quanto pare - di discreta
salute. Si tengono per mano, quasi senza parlare, e sono ancora lì seduti
quando più tardi, rinnovando loro il mio saluto, me ne ritorno a casa.
Ho saputo, nel frattempo, che non sono marito e moglie ma soltanto due persone che si
sono "ritrovate" al crepuscolo della vita… qui, in un ricovero per anziani.
Sully
E ora buongiorno alle nostre due anime
che si destano e senza alcun timore
si svegliano…
John Donne

Tu, Amore, che la notte infiammi
e di passione i pensieri incendi,
vieni a salutar con me l'aurora
se di prolungar questa notte
ancor non ci è dato.
Sully
Alla deriva
in una pur consapevole quotidianità
mi chiedo dove sia quel fuoco
alla cui luce s'alimentavano,
una nell'altra fuse,
le nostre anime affamate;
quel tempo sospeso dove null'altro
esisteva che un tu e un io, insieme,
in cammino verso un orizzonte
dorato, che a volte vedo
- nel tempo dell'abbandono -
quasi irrimediabilmente grigio.
Sully
O anima solitaria e perduta,
imprigionata da evanescenti confini
di una troppo greve necessità,
e dimentica del profumo del vento
e del senso di una vita
che, sfuggendo, ti svilisce,
quanto ancora vagherai, indifferente,
- senza che stupore ti animi
e senza emozione alcuna -
attraverso il miracolo della vita?
Sully
Quando penso a quella vecchia casa
che mi vide fanciullo
di mistero velata e di magia
dove ad ogni angolo in attesa era la gioia,
questo cuore - pellegrino dell'anima -
lo scrigno segreto a visitare torna
dei luoghi della memoria.
Come vento leggero
le alte cime dei pioppi accarezzando
e tra i rami rifugio trovando e un conforto
nei giorni di pena e solitudine;
come leggiadro gabbiano su acque sorvolando
azzurre e cristalline
dove riflessa vi fosse speranza
e l'innocenza di una vita ancora acerba;
e luoghi amati, infine, ripercorrendo
e sentieri - conosciuti da sempre -
tra boschi di castagni e prati,
per un momento dimenticando
quanto la vita fa male.
Sully
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