Un cuore semplice vorrebbe solo donarsi
senza segreti… e senza misure,
come una finestra aperta su un'estate
dove ancora volano le lucciole.
Ed è così che tu guardi a noi:
come se l'oggi fosse già un domani,
come se il presente… già un futuro.
Se quest'amore sia per me
io ancora non lo so…
Ma è così bello!… anche soltanto
vederne la luce.
Sully
Una discesa in moto
dalla cima annuvolata del Grappa:
e ho liberato le mani…
le ho allargate - senza paura -
ad abbracciare quell'aria fresca
che veniva incontro alla mia voglia,
che veniva incontro alla mia sete…
alla mia sete di vita vera.
Sono sempre stato uno spirito inquieto,
perennemente alla ricerca… di cosa?
Per tanto tempo non l'ho saputo mai…
E quanti libri ho divorato,
e quanta musica ho sentito…
per una risposta che mai arrivava.
E quante volte mi sono perso…
Volevo tutto da te, volevo la tua amicizia…
perché assomigli troppo ad un gabbiano che conosco!
E so che non potrò difendermi…
se ora te ne vai.
Sully
Volgi lo sguardo in alto,
segui il percorso di utopie,
là dove tutto è giustizia,
purezza di intenti e di ideali.
L'ispirazione a librarsi in volo,
in alto,
lassù.
E non ti accorgi di chi ti è vicino,
di chi,
silenziosamente,
subisce gli sbalzi d'umore,
i mutismi,
le contrarietà.
Provare a versare
un po' di quel lieve struggimento,
insieme a quelle brusche risposte,
e come nei vasi comunicanti
il livello tenderà all'equilibrio.
Mi accorgo di amarti teneramente…
e la notte non mi spaventa
se so che ci sei.
Gli estremi convivono in me:
ma tu li armonizzi!
Così oggi… ti amo più di ieri.
Sully
L'erba incolta distende i suoi fili, i suoi fiori, nel disordine deliberato
della natura, su quello che fu un prato curato.
Invade e ricopre i gradini della scala esterna.
La ringhiera è arrugginita; piccole isole di vernice verde ricordano il tempo
delle origini.
Il portone sbiadito dal sole, dalla pioggia, resiste integro alla sua funzione.
Il silenzio attuale contrasta con i rumori, le grida, i pianti e le risate
di quando la vita abitava la casa.
Come animale mitologico, ircocervo, unione chimerica, veglia e riposo, urla
e quiete, vita e morte, uniti in un abbraccio inscindibile, su cui non esiste
un prevalere definitivo, ma tutto è in trasformazione, evoluzione
perenne, mai statica.
Il pulsare di ieri procede con l'immobilità di oggi, e domani le ortiche
cederanno, temporaneamente, i loro dominii alla fioritura delle begonie.
Tutto rimane là, dietro la collina…
tutto rimane là…
La mia verginità se la prese il mare,
le mie lacrime durarono tanto a lungo
che finirono per seccarsi.
La mia fede la persi e poi la ritrovai
e poi la persi ancora…
un milione di volte.
La mia speranza diventò ben presto un'abitudine,
i miei sogni furono le mie ossessioni,
la mia prigione fu la mia casa,
le mie fughe arrivarono solo dietro l'angolo,
i miei baci vennero insudiciati dal primo venuto.
La mia vita e la mia morte si sposarono…
e insieme mi uccisero.
Ora tutto questo è là…
dietro la collina,
tutto rimane là…
pronto a risucchiarmi indietro
e a trascinarmi con sé nel buio,
nel silenzio, nel marmo…
E io fuggo, correndo, camminando, zoppicando,
strisciando per terra…
io fuggo per cercare disperatamente un amore.
Un amore mio,
un amore magari felice oppure… oppure infelice…
ma sì, tanto è lo stesso…
Mi basta solo che sia un amore!
Mia Martini (Claudio Baglioni)
Seduta,
ad occhi chiusi,
la concentrazione è profonda.
Il vedere,
non appartiene
alla tua esibizione.
Il pianoforte lucido,
è lì, davanti a te.
Le tue mani lo accarezzano,
ne solleticano i tasti,
lo titillano e lo percuotono,
lo scorrono impazzite,
scivolano leggere,
traendo suoni,
emettendo note
che vagano nella notte d'agosto.
E la musica ti avvolge,
velo invisibile,
ti fa levitare;
le vibrazioni, le sue frequenze
ti risucchiano e ti trasportano
dove, sai solo tu.
La tua mente
girovaga su paesaggi inimmaginabili,
e il tuo essere
esprime la partecipazione
attraverso la tua fronte madida.
Lo sforzo intenso,
la tua ricerca
a penetrare il mistero della musica,
elargisce a chi ti ascolta
fugaci momenti
in cui la mente
si adagia sui suoni
come morbide nuvole,
cullata e sospesa
da una brezza
che spira e che nasce
soltanto da te.
Questo amore che cambia ogni orizzonte,
questo amore che monta come la marea,
questo amore che ci trascina via…
"Desidero amarti senza chiedere"…
e nemmeno t'accorgi che è già un sempre
quello che mi dici.
Così in te - io spirito inquieto -
trovo finalmente poso.
Sully
Al personaggio
a cui ho rubato il nome,
rubo anche i sogni
e il suo vagabondare.
Del suo veliero
mi sono già appropriato,
non lo restauro,
mi piace così:
malmesso e un poco cigolante.
Mi impossesso
del suo peregrinare,
nel blu profondo
di spazi siderali.
Vivo solitudini opprimenti
dentro silenzi assordanti,
rimbombano
nella mia testa,
onde d'urto invisibili
ma fragorose.
Penetro e respiro
paesaggi inesplorati,
terre da scoprire,
mari mai solcati,
dove il giorno e la notte
non hanno confini.
Odo suoni e rumori,
voci della natura,
stridori intensi,
e l'alito del vento
gonfia le vele
verso il mare aperto,
una nuova avventura.
Pioggia gelata,
brividi di freddo,
inzuppa gli abiti,
gocce sferzano il volto
proteso nell'attesa
di un invocato sereno.
E fanciulle
e principesse
popolano rade tranquille,
foreste con richiami d'animali,
e si intrecciano
e sciolgono
storie d'amore.
Senza promesse
colgo il presente,
dono un fiore,
ricevo una ghirlanda.
Sorseggio l'estasi,
ma mi soffermo solo
il tempo
di svuotar il calice.
Riprendo su
il mio fardello,
pronto a ripartire
anche se stringe,
lontano e indefinito,
qualcosa nel mio petto,
richiamo ancestrale,
malinconia acuta.
Ho rubato
il tuo nome,
ho rubato
i tuoi sogni,
ma rubo anche
il tuo dolore errante,
non mi abbandona
mai
dovunque vada.
[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]