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Chiara fontana in quel medesmo bosco
sorgea d'un sasso, et acque fresche et dolci
spargea, soavemente mormorando;
al bel seggio, riposto, ombroso et fosco,
né pastori appressavan né bifolci,
ma ninphe et muse a quel tenor cantando:
ivi m'assisi; et quando
piú dolcezza prendea di tal concento
et di tal vista, aprir vidi uno speco,
et portarsene seco
la fonte e 'l loco: ond'anchor doglia sento,
et sol de la memoria mi sgomento.
Petrarca

Caro amico adorato,
non credo di aver mai conosciuto prima d'ora il significato profondo della
parola amore. Credo di aver potuto soltanto conoscere la tenerezza e la
passione, l'affetto nei suoi diversi aspetti; ma ora mi sto accorgendo
che cosa avrei potuto perdere se non ti avessi conosciuto.
Non ho mai provato nulla di simile! Inoltre quello che sento non sembra essere
contaminato dalla passione né da coinvolgimento fisico. È un sentimento
che non si pone obiettivi né traguardi. Esiste, semplicemente,
senza dover costruire o abbattere barriere e sembra non risentire - in apparenza -
della realtà della vita. Esso vive e basta.
Non chiedermi se fra un anno proverò le stesse cose perché il
mio stupore, di fronte all'avverarsi di questo miracolo, è un fuoco
che arderà per sempre.
Incredula, ma solo per timidezza, so che l'amore vive da sempre per
coloro che hanno il desiderio sincero di accettarlo sotto le sue innumerevoli
e mutevoli forme.
Ho creduto che fossi tu, e tu sei… amore.
Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)
Mentre leggevo la tua lettera ho immaginato il bosco… e potevo
quasi sentirne l'aria profumata e fresca.
Ritengo di potermi dire fortunata! Posso infatti leggere ed immergermi nei tuoi
pensieri attraverso le tue parole. Non smettere te ne prego, ogni volta che ne avrai il tempo
e la voglia o che ne sentirai la necessità.
Mi sento inadeguata rispetto al dono che mi stai facendo e per quello
che potrò darti; ma sarò felice se mi permetterai di essere tua
amica… anzi posso dire di esserlo già per il tempo che mi hai dedicato.
Ora ti auguro la buonanotte e un buon lavoro… e non dubitare delle tue
capacità di donare. A me hai già dato qualcosa di prezioso.
Con affetto…
Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)
Ciao Simon,
sono un po' stanca e vulnerabile in questo periodo… a momenti mi sento
così euforica che la mia voglia di ridere e sorridere è incontenibile, mentre
in altri così distratta e isolata da ciò che mi circonda da dovermi scuotere
dal mio stesso torpore.
Questa mattina sono uscita in giardino con una tazza di caffè in
mano, sono andata vicino alle rose e mi sono lasciata avvolgere dal loro lieve profumo…
ho respirato l'aria fresca del mattino ed ho seguito il volo di un passerotto
indaffarato vivendo pienamente quell'attimo di magia tutto mio che nessuno
avrebbe potuto mai portarmi via.
Anche se poi sono dovuta rientrare in casa ho cercato, comunque, di non far svanire
del tutto quel dolce sogno!
Il sorriso e gli occhi assonnati della mia bambina mi hanno riportato dolcemente alla
realtà, al quotidiano e alle mie solite occupazioni.
La giornata prosegue ora tra il telefono che suona e le richieste dei
colleghi… e la voglia di essere ancora nel mio giardino segreto.
Un abbraccio.
Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)
Ho sempre pensato che se una persona ci scrive - e se nel suo scrivere è più l'intento di comunicare che informare - una risposta non dovrebbe essere soltanto doverosa ma anche - e soprattutto - sollecita…
Gentile Thomasine,
tu dici che il nostro segreto è carico di bellezza… e come hai ragione
dolce amica, come hai ragione!
Ma subito dopo ecco che manifesti anche il desiderio di poterlo vivere con
più libertà, e senza così tante limitazioni.
A questo punto, però, prova ad immaginare anche il lato positivo della
cosa: il segreto - per sua natura - è un segreto proprio perché abita
in regioni nascoste, in quelle parti della mente dove nessuno può entrare
impunemente, in quelle regioni dove vivono i sogni e dove ogni cosa ha un nome
che solo noi conosciamo… perché così abbiamo voluto che fosse!
E tu sai come soltanto in questi anfratti - in questi solitari recessi del cuore - si
consumi quell'emozione che attinge alla forza inesauribile dell'amore…
Sì - è vero! - forse è una vita che appartiene in prevalenza
al sogno… ma è un sogno - questo - meravigliosamente reale.
François (Sullivan, Lettere a Thomasine)
Caro Simon,
non sono brava con le parole anche se - come te - le amo molto.
E mi piace farle mie, e sognare mentre le assimilo e mi entrano nell'anima:
è come dissetarsi a una sorgente di acqua pura.
"Andiamo oltre il tempo del giorno". Quando dico che ti amo intendo questo…
sperando di non aver interpretato solo in un modo tutto mio questo pensiero.
Ma non voglio distrarti o distoglierti dai tuoi amori, e non voglio farti male o
assomigliare a un fiume in piena o a un uragano… in questo caso tu saresti
- sicuramente - il vento che mi alimenta.
Vorrei essere per te qualcosa di etereo o magari, al contrario, un rifugio… un'isola
dove poterti abbandonare anche fra le mie braccia (perché no?) ma
che rimanesse separata dal contesto reale.
Non è facile per me spiegare… e mi rendo conto che molto di quello che
ti sto dicendo potrebbe venire frainteso.
La nostra amicizia è iniziata sull'istintivo senso di fiducia che abbiamo
entrambi sùbito percepito ed è, per me, qualcosa di intenso che cresce e si
anima incessantemente.
Voglio imparare da te e voglio semplicemente offrirti quello
che tu ritieni io ti possa dare. E mi auguro di riascoltare presto la tua voce,
e ancora di leggerti: mi emozionano le due cose… e mi rendono felice.
Con amore.
Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)
Respirare la solitudine,
il silenzio,
e quell'antico disagio
che sale lentamente
sino alla conoscenza.
La vastità del cielo,
l'inafferrabilità delle nuvole
rendono macroscopica
la piccolezza umana.
Sgomento,
inconsistenza,
dominano le visioni
che pupille affamate
cercano di addentare.
Schiamazzi di bambini
non distruggono la quiete,
ma vengono assorbiti
da terra piante e cielo,
come gocce di pioggia
cadute sopra un lago.
Del fumo sale da un bosco,
lontano dietro un crinale,
raggiunge e si confonde
con nuvoloni bassi.
"Oh" di meraviglia
suscita questo sguardo,
e non sapremo mai
se il volo disordinato
di mosche fastidiose
ha scelto casualmente
questo luogo per vivere.
Mi avvolge la sera coi suoi silenzi…
e qui - davanti a un monitor - mi siedo.
Ma chi - o che cosa - cercare ancora?
E mi è compagna la paura
che furtiva s'avvicina, e mi sfiora,
e beffarda quasi mi sorride.
Un'inquietudine dentro…
un recente addio - senza ritorno -
di un'amica.
E ho perduto i miei colori.
Talvolta sfugge il senso
da dare a questa vita…
ma so che mi basterà - domani -
risvegliarmi nei tuoi pensieri.
Sully
Mentre osservo quell'uomo così buono che china il capo sotto
il peso della sua sofferenza, mi scopro ad amarlo più di me stesso…
ma - allo stesso tempo - avverto che non sarà mai abbastanza…
Simon
Sì, non è mai abbastanza l'amore da donare a chi soffre, non è sufficiente quando le persone che amiamo si stanno spegnendo e si vorrebbe strappare loro qualche smorfia di dolore e attirare la sofferenza su di noi.
Mio padre ha sofferto in silenzio consumandosi a poco a poco, ma con la forza
- fino all'ultimo - di regalarmi il suo dolce sorriso.
L***, mio marito, si è accasciato una domenica mattina e ha cominciato
subito a soffrire molto, sbiancando in volto in un istante, stringendo i denti
mentre guidavo per portarlo a casa.
Poi la corsa verso l'ospedale inseguendo un'ambulanza che per me andava troppo
forte e mi stava già scappando via. E le parole che non mi venivano per
tentare di rassicurarlo; e quel grido del radiologo… durante la tac!
L'ho salutato prima dell'intervento; lui mi ha sorriso e mi ha raccomandato i
ragazzi e la piccolina. Gli ho detto: "ci rivediamo fra poco"…
ma i suoi occhi mi dicevano addio e un ultimo "ti voglio bene".
Durante quelle interminabili ore in cui mi sono ritrovata sola sui gradini
di un ospedale - mentre speravo e pensavo che doveva farcela - cercavo di trasmettergli
coraggio con tutto l'amore che avevo.
Sì… l'amore per chi soffre non è mai abbastanza! Loro ci hanno dato
tutto in un istante, senza riserva, senza egoismo…
con la sola intenzione - credo - di aiutare a farci sentire meno soli.
Ti abbraccio forte Simon… per darti ora tutto l'amore che ho.
Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)
Buongiorno dolce signore dei boschi,
è sempre un piacere poter anche solo pensare di condividere con te i miei pensieri.
Ieri sera a letto ripensavo a quanto mi raccontavi della tua infanzia…
ti invidiavo un po', e lo sai il perché? Perché tu potevi scappare e
andartene dai nonni, potevi chiudere una porta alle tue spalle per aprirne una che ti conduceva
al paese delle meraviglie.
Io ho sognato spesso da bambina un rifugio, un cortile e, più di
tutto, sognavo di camminare e quasi perdermi tra i filari di un vigneto. Volevo spesso
evadere da quella vita che non mi regalava soddisfazioni, che non mi faceva sognare e che
non mi faceva sorridere.
La mia è stata un'infanzia normale ma troppo scandita da norme e tempi
prestabiliti… il tempo di alzarsi, il tempo di studiare, di giocare, di mangiare.
E il tempo per la poesia?
Se penso alla poesia mi scopro a pensare a mio padre!… a quanto mi abbia arricchito
la sua presenza, il suo sguardo dolce e i suoi occhi che m'infondevano un bene infinito
che non era difficile leggere e percepire.
Ha vissuto troppo poco, ha lavorato molto… e spesso non era con me.
Ma nonostante una breve vita passata insieme a lui, io mi sono resa conto quanto
siano stati importanti quegli attimi così intensi: e di quelli
conserverò, vivo e presente, l'amorevole ricordo. Per sempre.
Tua…
Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)
Cosa resterà dietro me,
quando smetterò di calpestare polvere?
Per cosa potrò dire
- ho vissuto? -
L'amore di sposa,
o quello, seppur diverso, dei figli?
L'orgoglio doveroso di una mamma,
il sorriso e l'affetto di amici?
Dove son finiti i sogni di ragazzo,
sogni che coloravano l'attesa
di un futuro da svelare?
Allora sentivi di esserci
per fare cose
che lasciassero un segno.
Qualche piccolo atto di solidarietà,
e poco altro,
resta.
L'obiettivo attraverso cui guardo
è sfocato.
Le immagini sono confuse,
sagome solo abbozzate,
dentro una spessa nebbia.
Questo percepisco.
Sentori, bagliori,
nulla è definito.
Sensazioni di vita,
simile a tante altre,
vaganti in ogni direzione,
brulicare frenetico
di una piazza affollata.
Quello che invece,
credo di sapere
è cosa resterà davanti a me:
una selva impenetrabile
che cela i suoi segreti,
nascondendo gli accessi
al mio sguardo
troppo superficiale.
[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]