Leggo le tue parole nel sito… leggo le parole di tante anime che
s'incrociano. Già… il tuo sito… si potrebbe intitolare "Il porto dei
sogni incrociati"!
Ed io, lì in mezzo, cosa sono? Forse nessuno, forse niente… o forse sono solo io.
E tu? Capitano della nave… cosa sei? Forse il riflesso del colore più forte.
Cosa siamo? Siamo quello che ci sentiamo di vivere, siamo solo quello che vogliamo…
colorate ali di farfalla dai colori diversi.
Quante pagine di vita sono state scritte!… e quante ne verranno scritte
per quello che dovrà avvenire! Non ci saranno gli stessi colori di quelle di ieri…
ma ci saranno le medesime parole.
Il destino dà le carte… e ognuno gioca le proprie in una sola partita; non per
vincere… ma per dare quello che ha, senza condizioni… solo per dire: questa sono
io. Ognuno rimane com'è; ma resta l'eco di uno sguardo, di un sorriso…
di un abbraccio. E non saranno mai parole scritte sulla sabbia; il vento non le porterà
via con sé… Lì - dove sono nate - resteranno per sempre.
E ogni volta - leggendole - sarà un'emozione che si rinnova.
Luna
Mia cara amica,
io sono una persona normale per la maggior parte del tempo… e solo per qualche istante
abitata dai "furori" dell'estasi, quell'estasi che mi fa stare così bene:
ma come pretendere di abitarla sempre? Conosco anch'io i miei abissi, ma non smetto mai di
cercare sempre, con tutte le mie forze, di risalire il crinale che mi allontanerà il
più velocemente possibile da essi. Ma come sarebbe tutto più facile se conoscessi
in anticipo quel pensiero, quella sensazione e quell'emozione che mi porterà in alto:
perché essa cambia sempre… e capriccioso - e fugace - risulta così
riabitare il vento. Non credo di conoscere la depressione dei profondi abissi… ma so
che per me anche una dolce conca a volte basta!
Vedi amica mia, io non posso certo dire di star male: vado al lavoro volentieri,
e nei momenti liberi affido a quel mio "guerriero" (la mia moto) tutto il mio essere;
ma poi, a farmi compagnia, ci sono la musica, i libri, il computer, le passeggiate tra i colori
sempre nuovi del bosco; e c'è la mia famiglia coi suoi legami, gli affetti…
così che mai dovrei sentirmi solo. Eppure talora manca l'afflato vitale, la fiamma che
ravviva, il fuoco che fa volare in alto: ed è lì - in alto - che vorrei stare e
abitare… lì, che vorrei respirare!
Non dubitare però del mio bene… perché se tu dimenticassi è come
se io smettessi un giorno di credere nel sogno che da sempre m'accompagna.
Forse hai ragione quando dici che non riesco a vivere lontano dalle emozioni forti… e
parli del "tuo" mare come una visione; e ti stupisci che io continui a scrivere di te:
ma perché? Tu sei stata la mia visione… e il mio mare! E per molto
tempo il solo fatto di guardarlo mi ha fatto sentire bene.
Le tue parole sono arrivate inaspettate - è vero - quasi non più attese…
ma mi hanno reso felice. E sono contento che tu m'abbia scritto con l'animo giulivo - e sereno -
del tuo ritorno a casa.
Salutami chi ami… e abbraccia il tuo mare anche per me.
Abbi cura di te.
Sully
Credo - anzi sono convinto - che la mia vita emotiva abbia avuto il suo vero
inizio in un giorno di maggio del 1975. Ricordo di una bella giornata di sole ed io - ragazzo -
che mi stavo spostando dalla succursale del Liceo verso la sua sede principale. Ma quella
mattina decisi di fare prima un salto in Chiesa. Appena entrato so - e lo sento ancora adesso -
di essere stato come folgorato, letteralmente rapito, da una musica eseguita all'organo che
veniva ad incontrare il mio tempo… e il mio spazio.
Nessun'altra cosa, da allora, mi ha più rapito in quel modo! Ed è stato - quello -
un dono che mi ha cambiato…
Sono due giorni che mi sto perdendo nella musica… tanto che ogni altra
cosa sembra più non esistere, o comunque non avere la sua stessa importanza. E se anche
dormo, veglio, lavoro, mangio… so di abitare da un'altra parte.
Mi chiedo se potrò mai essere per un'altra persona quello che la musica fu per me
quel giorno…
Sully
La-la-la-la… e la vita va! Oh, se le mie parole avessero la naturalezza
e la scorrevolezza della musica che sto ascoltando!
Sapete che vi dico? Che mi sto difendendo… e la musica mi aiuta a farlo!
Un abbraccio…
Sully
La sensazione è quella di guardare la propria immagine riflessa da un
vecchio specchio: non ci si riconosce subito… se non raggruppando e mettendo insieme ogni
dettaglio sparso tra le spesse e grigie maglie che il tempo ha lasciato sulla sua superficie.
Ed è così che io mi sento: frammentato…
Sully
[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]