Non esistono addii tra amici… ma noi due possiamo
veramente dire di esserlo? E se lo siamo mi vuoi dire come abbiamo
fatto a diventarlo? Pensieri e sentimenti condivisi bastano per far
nascere un'amicizia? Forse no… ma "no" perché sto
diventando vecchio? O perché il cuore - come il corpo - si sta pian
piano rivestendo di quella dura scorza che ti fa sentire protetto? Ma
protetto da che cosa poi?
Ciononostante già mi manca tutto quello che non
potrò mai avere: la vicinanza, il parlarsi, il capirsi
soltanto da sguardi significativi.
Gli unici momenti della vita dove ho colto la vera gioia
sono stati sempre quelli nei quali mi sono sentito più
fragile… ma proprio per questo anche senza legami, senza impedimenti,
senza barriere interposte tra un io e un tu che si rivela.
E so che solo così sarà possibile ritrovarci.
Sully
Mentre seguivo la strada lungo il fiume
Dal cielo improvviso un suono ovattato
Due aquile travolte da amorosa follia
L'impeto del contatto amoroso
Alte nel cielo insieme
Gli artigli che cozzano e s'incastrano
Una vivente ruota che turbina tremenda
Quattro ali che battono
Due becchi strettamente allacciati
Vorticosa, una massa, cala s'abbassa in fitte
Volute poi piomba giù a perpendicolo
Finché s'arresta sul fiume
I due sono sempre una cosa
La pausa di un istante
Inerti si librano immoti per l'aria
Poi si separano gli artigli rilassati
E nuovamente ascendono di sbieco
Su lente ali salde
L'uno e l'altro volando per proprio conto
Lei segue il suo cammino, lui il suo.
Walt Whitman (da Foglie d'erba)
Ti guardo
stai dormendo,
indifesa e serena,
le parole che vorrei dirti
restano chiuse
dentro me.
Quando ti sveglierai
e i tuoi occhi
carezzeranno i miei,
non troverò la forza
per trasformarle in suoni.
Resteranno sepolte,
inascoltate,
inespresse,
divenendo un abbraccio,
un sorriso
o un bacio.
Robin delle stelle
Aki
Non ho mai capito perché io mi ostini a credere che la felicità
possa essere raggiunta in qualche modo, e non capisco come l'uomo continui a perseguire un
qualcosa che probabilmente neanche esiste. Sta forse in questo la fortezza della
felicità? Nel fatto di non esistere? Ma se qualcosa non esiste come può essere
stata immaginata?
Gli antichi filosofi dicevano che si potevano pensare solo le cose esistenti, la Chiesa crede
in qualcosa che non esiste, i bambini credono nelle fiabe; allora perché se qualcosa
non esiste è stato inventato? L'unica risposta ragionevole è: perché
è necessario. Dio è necessario agli uomini come le fiabe lo sono per i bambini;
l'uomo, quindi, NECESSITA della felicità. Ma non per questo essa deve
necessariamente esistere.
Si può quindi spiegare, attraverso un ragionamento vicino
all'utilitarismo, la tendenza propria dell'uomo d'inventare ciò che gli è utile.
Potrei paradossalmente dire che l'immaginazione è talmente necessaria da diventare
l'unico strumento per perseguire la verità. Va colto l'inganno! È importante
però non dare alla necessità una connotazione negativa; ciò che è
necessario è anche perfetto… perché inventato; e ciò che è
inventato è perfetto in quanto creato dal nulla su precise esigenze, quelle esigenze
insite nell'uomo e alle quali si pone, così, una soluzione.
La necessità è fondamentale, come fondamentale è la consapevolezza di
essa.
Rosella
Sto ascoltando "Back for Good", un vecchio - ma magnifico -
brano dei Take That… Lo stesso, però, non riesco ad
arginare una sensazione strana: come di vuoto, di tristezza, di
solitudine. È come se il silenzio interiore di quest'ultimi tempi si
fosse amplificato, dilatato a dismisura… così tanto da
rendere irrecuperabile uno stato antecedente, da rendere quasi un
miraggio il riappropriarsi di quella spontaneità che mi ha sempre
caratterizzato.
Credo di aver bisogno di aiuto… di aver bisogno di sapere che quei
pochi - ma preziosi - legami nati all'ombra delle pagine di questo
diario non siano sentiti come effimeri da coloro che si sono
avvicinati strada facendo. Certo, il non scrivere agli amici - per uno
che parla in continuazione di "sempre" - potrebbe essere interpretato
come negazione di quello stesso sempre. Eppure - ve lo posso assicurare
- quel sempre non è mai stato vero come adesso. Ma mi manca
la forza, mi manca l'energia e quell'entusiasmo che un tempo mi permetteva
di non lasciare mai scivolar via una situazione, un evento… soprattutto
se questo voleva dire "incontrare" qualcuno.
L'ora tarda mi consiglierebbe di riposare (tanto più che
torno da una notte di lavoro); ma sento che l'emozione sta salendo…
e che non riuscirò a controllarla. E so anche che non
potrò dormire se non mi farò violenza scrivendo
queste poche righe.
Per troppo tempo non ho dato ascolto a tutto quello
che mi agitava… e mi sono fatto distrarre, forse pensando che
avrei potuto star meglio cercando di emarginare un poco l'esuberanza
di questo mio cuore. Ma avrei dovuto tenere bene a mente le lezioni del
passato: che per le troppe difese - e l'insistenza nel proteggermi da me
stesso - alla fine mi sono perso sempre.
Ma se dovrò per forza perdermi, vorrei che altro fosse il
modo…
Sully
In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
Nazim Hikmet
Mattina di Natale,
soliti silenzi, ma non per questo meno belli.
E allora alcuni minuti per un amico dalla vena a volte troppo triste.
………
Non sento più quel profumo di donna nel tuo sito, solo
rapidi effluvi, piacevoli… ma troppo brevi!
Ma l'avranno capito che abbiamo fame atavica di loro? O dovrei dire
solo "ho"… senza accomunarti?
Insomma la loro presenza rende tutto più importante,
allegro, profondo, vero. Sennò restiamo tu ed io a piangere tutto
il giorno: vojo mammaaaaa!
E allora buon Natale!
Robin degli auguri
Strano davvero il tuo modo di presentarti… sei forse una persona che
"va per le spicce"? Quattro domande - una di seguito all'altra - senza
un saluto, senza dire nulla di te… e senza spiegare la valenza delle
stesse: ironia? stupore? fastidio? rabbia?
Se quelle stesse domande me le avessi poste di persona so che non avrei
avuto bisogno di chiarimenti. Ma noi due non ci conosciamo e - appunto
- non conosco l'humus emozionale dal quale esse sono nate.
Ho pensato allora di non risponderti… almeno fino a quando non mi
scriverai un'altra mail che potrebbe cominciare così:
Gentile Sully,
ho scoperto quasi per caso il tuo sito… e mi ritrovo qui a scriverti
come se ti conoscessi da sempre. Mi dovrai scusare se
capiterà che mi rivolgerò a te in modo diretto:
noi due - è vero - non ci conosciamo… ma le parole
condivise sono divenute comunità d'intenti: in esse mi
ritrovo, e vi scopro tutto quello che - forse per paura - non ho mai
avuto la forza di esprimere. Tu mi hai offerto questa
opportunità: di condividere pensieri ed emozioni che da
sempre abitano in me… anche se mai - prima d'ora - ne avevo avvertita
così forte l'urgenza.
Questa mia per dirti che mi farebbe piacere se potessimo iniziare un
cammino di conoscenza… anche così, per lettera, per dare
la possibilità ad entrambi di condividere ciò che
abita i nostri cuori.
Con riconoscenza… :-)
Lascia che mi diverti un poco, straniera… dopo tutti questi silenzi!
Mi ha comunque fatto piacere la tua lettera (il cui contenuto è praticamente il
titolo di questa mia) perché ha stimolato e risvegliato la
mia curiosità di sapere.
Un sorriso…
Sully
Duro lasciare il letto caldo,
la sveglia, sentinella pronta,
e il buio adagiato su tutto.
Ultima speranza,
se cade la pioggia, ma…
Le prime pedalate,
il freddo agguanta,
morde le mani,
e sotto i guanti
urlano pietà.
Lasciar l'asfalto
e ritrovar la terra,
le foglie, i sassi,
i rami di traverso,
sterpi, fango ed erte,
il freddo è del passato.
Incontri rarefatti,
e poi il sentiero è un muro,
spingere a piedi e poi
di nuovo in sella.
Uno spiazzo assolato,
la bici contro un albero,
seduto al sole
a sorseggiar tè caldo.
Vette bianche lontane,
digradar azzurrino
su colline e paesi
sfumati tra nebbie delicate,
e solo cani
a infrangere il silenzio,
signore incontrastato
di terra, bosco e cielo.
Robin delle stelle
Sono appena rientrato a casa da tre giorni passati ad Assisi
con mia moglie… e quello che mio porto dentro - se così si
può dire - è "lo sguardo" sul mondo.
Francamente non credo esista un posto carico di spiritualità
come questo… ma se anche dovesse esistere io ancora non l'ho
conosciuto!
Ho attraversato colline, e passeggiato lungo sentieri tra uliveti e
macchie di rovi… e non ho fatto altro che pensare ad altri piedi, ad
altri gesti, ad altri cuori molto più nobili del mio:
così che anche ogni pietra diveniva segno - sacramento - di
un altrove dove avrei voluto stare almeno per un poco.
Il fraticello della foto sembra attingere alle sorgenti della vita stessa, alle fonti dell'amore… come per chiedere la forza di condividerlo - e di donarlo - nel modo che anche noi un giorno, forse, ci sarà dato conoscere. Io non sono niente… ma se un giorno decidessi d'inginocchiarmi davanti a un uomo, quell'uomo sarebbe solamente Francesco.
Sully
[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]