Sempre più spesso questo scollamento,
una scissione
tra mente e respiro,
tra l'osservato e l'osservatore.
I piedi
non poggiano sul suolo,
la levità
si espande dentro il cranio.
L'esistenza
prosegue la sua corsa,
come un automa,
il programma è installato,
ma un afflato,
dai contorni indefiniti,
pulsa e svanisce
e lascia solo un vuoto…
che non so colmare.
Robin delle stelle
Come accettare che un giovane ragazzo si ritrovi con un
possibile (visto il quadro tac polmonare) cancro inoperabile? Ci penso
quasi continuamente… e questo pensiero ogni volta mi trafigge il
cuore. E mi chiedo se ce la farò a portare pesi di tal fatta
se ogni cosa bella che penso - e che vivo - sembra irrimediabilmente
inquinata dal male.
E poi i rapporti umani… e tutte quelle stupide paure che impediscono
di poter vivere pienamente il sogno - perché tale
è - di una vita spaventosamente in bilico, in equilibrio
troppo instabile.
Non scrivo nemmeno più… ma so che così facendo
rischierò una dolorosa implosione.
Solo quando cavalco il mio guerriero sembro davvero felice:
perché lui almeno non tradisce, e risponde al mio desiderio
di bellezza senza "porsi" troppe domande… e senza nessun
se. E io lo ripago col mio "bene", quel bene che ricorda un
po' quell'amore smisurato che sento per qualche persona che ha deciso
di avere paura, una paura così grande da non credere neppure alla
possibilità di sentirci un po' vicini, un po' reali… e non
soltanto meteore che si consumano nel fuoco.
Sta suonando proprio ora mezzogiorno… e io mi sto preparando a vivere un altro pomeriggio.
Sully
Da tempo ormai
non mi accompagna più
il canto;
sgorgar da un cuore
e da un pensiero lievi,
entrambi ripiegati su se stessi,
avvolti in un velo di paura
nell'attesa del ritorno segnalato,
il dolore.
Transitano indizi
del suo aleggiare attorno,
colpi sfiorati con punta di fioretto,
una tensione che non consente tregua
non lascia trapelar domani
e ancora dopo
cosa sarà,
e quando tornerà il lieto canto.
Robin delle stelle
Porta con sé l'estate
l'insistente canto delle cicale.
Non un alito di vento viene
ad agitar le foglie fini
dei pini.
L'aria - fattasi difficile -
s'insinua tra nuvole bianche
di farfalle.
E dove l'erba è più alta
compagine di grilli
alla luna cantano l'attesa
anche delle lucciole.
Sully
Lo so, hai ragione… ma è così che mi
sento: fuori da quello che vivo.
Delle persone sono qui con me… ma io non le conosco.
Le cose accadono… ma non fanno parte della mia vita.
E tu, chi sei? Tu sei l'unico fantasma che parla.
Gli altri? Si limitano a guardare senza dire nulla…
cosa mai vorranno da me? (Alice)
È un dolce tormento questa strada che va da Roma verso il
sud. La percorro cauta, a bordo di una macchina che ancora non conosco,
dentro una vita nuova di pacca che conosco ancor meno ed un briciolo
d'ansia che mi rode dentro come un tarlo.
Sono stanca… e la pioggia non cessa di sferzare il
tergicristallo.
Lo stereo trasmette "Sampa Pa Ti" creando un immaginario di
camere d'albergo a maggio e strade piene di papaveri che stridono con
la realtà. Un raggio di sole storto squarcia il cielo… e
all'improvviso il mondo appare nitido e brillante come appena lavato.
Penso alla bottiglia di Brunello che berrò stasera.
È tutta qui la vita: una strada piena di curve che ti portano dal passato al futuro, con il sedere ben piazzato sul presente e la mente ad un bicchiere di vino. Prosit…
Alice
[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]