La notte è l'impalpabile,
il suono inesistente.
Primi chiarori
diluiscono
i colori del buio.
Rumori ovattati nascono,
vagiti di movimento,
prodromi di frenesia irrazionale
e poi sarà il giorno.
Pausa di riflessione,
caricare la molla
e la sua energia
la smaltirà il giorno.
Aspettativa
di incontri nuovi e no,
di prove,
di gesti ripetuti,
di noia,
come un contenitore
in cui poter pescare
l'uno e il suo opposto.
Vibra il chiarore nel cielo,
sveglia silenziosa.
Robin delle stelle
Di fuoco e di vento i pensieri,
di nuvole di colori dove si perdono
le farfalle,
di mattini freddi di rugiada,
di luminosi tramonti
dove si nascondono i sogni
più belli.
E in un impasto di terra e di sangue
incauti sfidano il non conosciuto
pur di rivestirsi del suo mistero.
Sully

A scrivere ho imparato dagli amici,
ma senza di loro. Tu m'hai insegnato
ad amare, ma senza di te. La vita
con il suo dolore m'insegna a vivere,
ma quasi senza vita, e a lavorare,
ma sempre senza lavoro. Allora,
allora io ho imparato a piangere,
ma senza lacrime, a sognare, ma
non vedo in sogno che figure inumane.
Non ha più limite la mia pazienza.
Non ho pazienza più per niente, niente
più rimane della nostra fortuna.
Anche a odiare ho dovuto imparare
e dagli amici e da te e dalla vita intera.
Beppe Salvia
Desideravi ti scrivessi perché c'era una bellissima
tua ad attendermi? L'ho letta proprio adesso, ora che mi stavo accingendo
a rispondere alla tua richiesta.
Sai? Ho deciso di regalarci una stella. Prima di te - prima di noi -
non l'avevo manco mai pensato. Ma come - e quale - scegliere?

La nostra stella si chiama "Aldebaran", la stella più
brillante della costellazione del Toro (per farti capire, il "Toro"
è subito in alto e a destra di Orione).
Il nome di questa stella deriva dalla parola araba "al-Dabaran"
(l'inseguitore) in riferimento al modo in cui essa sembra inseguire
l'ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno. Aldebaran è
una gigante rossa, il che significa che è di colore
arancione, e molto grande. Dista da noi circa 65 anni luce (un sacco,
ma non poi così tanto) ed è circa 150 volte
più luminosa del Sole; ma è una stella morente,
una stella che sta esaurendo il suo ciclo vitale.
Ma perché scegliere proprio una stella morente?
Perché essa non ha più nulla da perdere e,
proprio per questo, non trattiene nulla per sé donandosi
totalmente. Questo me la rende simpatica, essenziale, poiché
la ragione del suo esistere sembra quasi essere metafora di quello che
io intendo per amore. E dunque poco importa se, donandosi in questo
modo, concluderà prematuramente la sua esistenza.
Comunque, astrologicamente, Aldebaran è una stella fortunata, una stella che porta ricchezze ed onori. Era, insieme ad Antares, Regolo e Fomalhaut, una delle quattro "stelle reali" degli antichi Persiani.
Sully
[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]