«L'anima è vuota, strazia brandelli d'urla, baratta silenzi che non ci sono…va a morte nei laghi del piacere, gridando.»
Alice © 2007-08 - Tutti i diritti riservati
Lenta mi percorre la notte delle tue mani e del tuo desiderio,
lenta raccoglie i sospiri, i gemiti e gli incanti, lenta come una
litania in una chiesa, come l'apice di un piacere senza fine, lenta
come una strada di montagna. Lenta…

Dove sei??? Non ti vedo… non sento le tue mani, il tuo corpo, il tuo
membro… non ti vedo. Spalanco gli occhi, dove sei??? Sei qui a
percorrere le tue brame, a dar sfogo ai tuoi piaceri… eppure non ci
sei. Raccolgo sperma e sudore, ansimi e fiati… eppure non ci sei, non
ti sento. L'anima è vuota, strazia brandelli d'urla,
baratta silenzi che non ci sono…va a morte nei laghi del
piacere, gridando.
Chi sei tu??? Cosa vuoi???
Dove sei???… E continuerò a cercarti senza sosta,
senza pace… perché ti voglio, perché voglio
ciò che sei, voglio la tua mente - senza limiti, voglio
l’amore che hai dentro… e voglio sciogliermi nella tua
anima, e volare nel tuo sguardo senza confini, e desiderarti, e
averti… e lasciarti andare.
Questa mattina la sveglia non ha suonato… non serve, sono a
casa per qualche giorno. Apro gli occhi, mi guardo in giro e mi chiedo
cosa devo fare oggi.
La risposta è… niente… non DEVO
fare niente, e non perché non ci sia nulla da fare, ma
perché voglio imparare che non Devo, mai!!!
Ho gironzolato un po' tra i blog, da quelli degli amici cari a quelli
trovati per caso; alcuni riflessivi, altri solo luccicanti, molti pieni
di buoni propositi e auguri…
Ed io ho dentro il niente, un niente che è come una
colla: blocca ogni pensiero e ogni sorta di buona volontà. E
sono confusa, malinconica. Non mi riconosco, e ho dentro la consapevolezza
che essere sempre disponibile e accogliente mi sta distruggendo.
Ecco, forse per me è ora che i buoni propositi siano di puro egoismo:
esisto io e basta. Chi si avvicinerà per farmi del male
verrà accolto con un bel pugno sul naso.
Non mi sforzerò più di guardare con i suoi occhi.
Ci sono i miei punti di vista prima, da rispettare, ci sono le mie
aspettative, le mie esigenze e i miei sogni… prima!
Se per star bene bisogna diventare aridi questo è quello che farò!!!

Come descrivere quell'odore…
Si sentiva dall'inizio dell'isolato.
Un odore intenso che ti faceva socchiudere gli occhi e ti
riempiva la bocca di saliva.
Ero una bambina, ma ricordando le sensazioni di allora ritrovo
in quel sentire un atto di voluttà profonda e acerba.
In quella fragranza c'era già tutta la mia
sensualità di donna, il gusto dell'attesa, il gusto del
peccato e quella sottile inquietudine che mi coglie da sempre
all'improvviso, come a ricordarmi di fissare l'attimo, mentre lo vivo.
Il frammento di memoria è il sole d'oro rosso di un pomeriggio estivo in una città di mare, il profumo della salsedine mescolato ai granelli di zucchero, la pasta del krapfen calda nella mia bocca e l'esplosione della crema nella mia bocca, al primo morso.
Si può cominciare ad imparare l'amore anche con una bomba, purché sia dolce, calda e profumata.
Lo so, hai ragione… ma è così che mi
sento: fuori da quello che vivo.
Delle persone sono qui con me… ma io non le conosco.
Le cose accadono… ma non fanno parte della mia vita.
E tu, chi sei? Tu sei l'unico fantasma che parla.
Gli altri? Si limitano a guardare senza dire nulla…
cosa mai vorranno da me? (Alice)
È un dolce tormento questa strada che va da Roma verso il
sud. La percorro cauta, a bordo di una macchina che ancora non conosco,
dentro una vita nuova di pacca che conosco ancor meno ed un briciolo
d'ansia che mi rode dentro come un tarlo.
Sono stanca… e la pioggia non cessa di sferzare il
tergicristallo.
Lo stereo trasmette "Sampa Pa Ti" creando un immaginario di
camere d'albergo a maggio e strade piene di papaveri che stridono con
la realtà. Un raggio di sole storto squarcia il cielo… e
all'improvviso il mondo appare nitido e brillante come appena lavato.
Penso alla bottiglia di Brunello che berrò stasera.
È tutta qui la vita: una strada piena di curve che ti portano dal passato al futuro, con il sedere ben piazzato sul presente e la mente ad un bicchiere di vino. Prosit…

Cammino per Roma, nell'aria tersa, Dio quanto cammino da quando faccio questo lavoro! L'eco dei miei passi è l'unica cosa che mi fa compagnia durante la giornata e mi sento sola. Non sono proprio un animale da branco, ma mi mancano le colleghe con cui scambiare qualche battuta. Il rumore degli spiccioli ricercati per andare a prendere il caffè schifoso della macchinetta, l'odore della sigaretta appena fumata di Herbert, il pettegolezzo, la barzelletta. Ora ci sono solo io con la mia borsa, il mio tailleur, il caffè preso al bar da sola, il pranzo consumato in fretta. Anonima in anonimi vestiti , mi sto spegnendo. Ancorata al suolo dalla mia sopravvivenza procedo come un automa su percorsi stabiliti e mal studiati, parlando in silenzio col mio silenzio. Ricerco quel brio che fioriva in me all'improvviso, quel sorriso luminoso che si rifletteva nelle vetrine, tutto è svanito, come una bella estate di tanti anni fa.
Stamane la cupola di San Pietro è apparsa improvvisamente dietro una curva, stagliata indecentemente nel cielo azzurro, anche lei sembrava sola e le ho sorriso come sorridono i naufraghi, quando si risvegliano su un'isola deserta.
È giusto l'ora di prendere il prossimo caffè.
Alice
Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw