Non sempre riusciamo a scorgere in un volto
quella bellezza cercata da sempre,
quelle risposte ai tanti perché
di agitate menti di adolescenti.
E tanto è lo stupore quando questo succede
che facciamo quasi fatica a crederci.
Così, se ti dico che ti amo
so che ora saprai capirne il senso.
Jo
Adoro i tuoi pensieri tardo-adolescenziali… ma so - sento -
di andare ancora oltre: ti adoro e basta, indipendentemente dai tuoi
pensieri, indipendentemente dalla tua figura che mi riempie gli occhi
di bellezza, indipendentemente dal desiderio di te che non mi fa
dormire. Non è dunque dalla fisicità che
scaturisce la consapevolezza di questo mio bene, non dalla noia della
routine che affossa lo spirito, non dalla nostalgia di uno stato
mentale abitato dall'estasi: perché prima o poi - sono
sicuro - al termine di quelle sfiorirebbe anche questo amore. L'amore
è una scelta di vita, è desiderare - e volere
tenacemente - di abitare la bellezza. L'amore è impegno e
sacrificio, è andare sempre oltre i limitati orizzonti che
umiliano la speranza e minano la gioia, è rispetto supremo
per l'altro nella consapevolezza dei nostri limiti, delle nostre
insufficienze, delle nostre miopi visioni della realtà.
Ho scelto te per dirti "ti amo" perché anche tu sai guardare
- e andare - oltre, e perché abiti spazi che anch'io
conosco… spazi senza i quali non saprei che senso dare a questo
frammento d'infinito che siamo chiamati a vivere.
Avresti potuto non rispondere… ma so - in modo del tutto
misterioso - che ti avrei amata lo stesso.
Jo
C'è chi dice sempre tutto, chi si racconta senza
preoccuparsi troppo del ritorno emotivo che le sue stesse parole
potrebbero suscitare, senza agitarsi se poi si ritrova scoperto,
vulnerabile, fragile, in balia di quei pensieri che giorno dopo giorno
tracciano una via da seguire, una strada talora più ardua e
ambiziosa delle stesse forze che sarebbero necessarie per sostenere la
fatica, necessarie alla coerenza nel seguire con tenacia e coraggio
quella stessa strada.
E mi scopro ad amare queste persone, soprattutto quando non
ridimensionano i loro sogni nemmeno davanti alla sconfitta, davanti
alla propria insufficienza, alla propria infedeltà, nemmeno
al cospetto del dolore cocente che nasce da un tradimento, da una
promessa dimenticata, da un sorriso che più non scalda.
Così quello che gli altri percepiscono come inquietudine,
come insoddisfazione, a me piace pensare sia invece ricerca continua,
desiderio del vero, perfezionamento dell'essere per adeguarsi alla pura
bellezza, quella bellezza che resta il vero motore e la speranza delle
anime belle.
Conosci la "Fuga canonica" dell'Offerta musicale di Bach? Un
clavicembalo concertante che crea uno spazio di movimento dove un
violino e un flauto danzano insieme, ognuno seguendo la propria strada,
apparentemente incuranti uno dell'altro ma che, tuttavia, sanno
trasformare lo spazio sonoro in un ricettacolo di suprema bellezza, in
un dialogo d'amore senza fine.
È questo l'amore che desideri per noi? È questo che intendi
quando mi dici che sarai mia per sempre? E sarà questa sovrabbondanza
di bene - nella libertà che nasce da un dialogo vero - il
nostro contrappunto?
Jo
Cara, cara, cara,
due anni fa conobbi una giovane donna. Con lei non successe nello
stesso modo con il quale ho conosciuto te (prevalentemente tramite
lettere)… ma attraverso incontri faccia a faccia dove ognuno si
raccontava all'altro. L'altra sera, quando mi chiedesti qualcosa a
questo proposito, non ho saputo risponderti… ma forse l'avrei fatto
se soltanto avessimo avuto un po' di tempo in più. Dico
forse, perché se anche avessi potuto raccontarti qualcosa a
questo riguardo l'avrei sicuramente fatto nella speranza di riuscire a
farti capire meglio ciò che continuamente mi succede dentro.
Ma sai una cosa? Credo non sarà necessario (a meno di un tuo
desiderio in tal senso) alla luce di queste rivelazioni che
continuamente mi stai donando. Mi sento pienamente compreso, mi sento a
casa con te… e so che non tradirai questo bene che sto imparando a
volerti. Con questo non intendo dire che non sarai libera di andare
quando - e se - lo sentirai necessario. Come immagini, il futuro non
è mai in nostro potere (anche se avrei qualcosa da ridire a
questo riguardo). Ma sto imparando a lasciare liberi coloro che amo
(anche se a volte costa davvero fatica): come potrebbe, infatti,
esistere un amore senza quella libertà?
Lei aveva paura del "sempre", ne era spaventata. Ma cos'era quel sempre se non una promessa di bene? Ho pianto così tanto quando se ne è andata senza un saluto, senza una spiegazione, senza un sorriso, senza un abbraccio. Quel suo dileguarsi, lasciandomi nell'impossibilità di capire, mi ha lasciato in eredità un coacervo di rabbia che a stento - e non prima di un anno - sono riuscito a smaltire. Così quel tuo "sei il mio segreto più bello" e la promessa "sarò comunque tua per sempre" mi trovano vulnerabile, indifeso… ma mi hanno anche donato una gioia e una serenità che non provavo da tempo. Se dovessi però lasciare troppo spazio alla mente sento che farei fatica a crederci: ma il cuore, il cuore che ama, quel cuore al quale prestai gli occhi quando ti vidi la prima volta, sa andare sempre oltre. Ed è questo quello che ora desidero imparare con te: amare senza limiti… né misura.
Jo
«Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino
uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai
bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila
volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro.
Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al
mondo».
«La mia vita è monotona. Io do la caccia alle
galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si
assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio
perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita
sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di
passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi
mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire
dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me
è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo
è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora
sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano,
che è dorato, mi farà pensare a te. E
amerò il rumore del vento nel grano…» (Antoine de
Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe)
Non so se ti sarai accorta della progressione, del passaggio dalla "spiritualità" della prima lettera al fuoco che invece prevale nella seconda. Se nella prima parole come queste - "È questo l'amore che desideri per noi? È questo che intendi quando mi dici che sarai mia per sempre? E sarà questa sovrabbondanza di bene - nella libertà che nasce da un dialogo vero - il nostro contrappunto?" - sono dettate da un puro desiderio di bellezza, di una bellezza nella quale finalmente perdersi, nella seconda c'è la fragilità, il desiderio di vicinanza, la voglia del mio posarti la testa in grembo, d'accarezzarti fino a sfinirti… d'accarezzarti fino a sfinirmi. Nella seconda - ancora - c'è l'uomo con le sue debolezze, con le sue contraddizioni, con i suoi sbagli; l'uomo che si dispera per la troppa distanza, per il troppo silenzio, per la troppa assenza. E stasera, mentre mi parlavi al telefono, ti ho desiderata davvero per la prima volta… dimenticando tutto il resto.
Sì, ho letto il piccolo principe… che, forse non sapevi che ho l'animo fanciullo? E chi meglio dei fanciulli sa scoprire il fanciullo nascosto che si agita dentro i cuori? E se non avessi avuto quell'animo pensi che avrei potuto accorgermi di te? Sei di una bellezza che toglie il fiato…
Mentre rileggo quello che fin'ora ti ho scritto mi sta
capitando quello che mi succede almeno 25 volte al giorno:
l'incredulità di poter sentire tutto ciò… e di
scriverlo a te. Ho perfino paura di svegliarmi un mattino scoprendo un
tuo messaggio che mi dice di curare la mia schizofrenia!!! Ma poi quel
messaggio non arriva o - se arriva - ritrovo parole come "Ciao mio
adorabile amore". Che dire di tutto questo? Che sto rischiando la
pazzia, quella pazzia che anche una gioia grandissima può
dare.
In questi giorni sto notando con stupore che ogni cosa che faccio
assume un senso, un significato diverso alla luce di questo amore che
ancora non so (o forse non voglio) definire, come se definirlo facesse
perdere qualcosa della magia che lo riveste.
Ti scorgo, un attimo, e non ho
più voce;
la lingua è rotta; un brivido
di fuoco è nelle carni,
sottile; agli occhi il buio; rombano
gli orecchi.
Cola sudore, un tremito
mi preda. Più verde d'un'erba
sono, e la morte così poco lungi
mi sembra… (Saffo)
Un copione? Un già visto e vissuto? O - peggio - soltanto un gioco del momento?
Jo
Quest'ultima lettera, in particolare, è
splendida… e mi fa tremare ogni volta che la rileggo. La mia
capacità di scrittura non potrà assolutamente
tenerti testa. Quindi non mi dilungherò.
Non vuoi definire perché è giusto non definire.
Oscar Wilde scriveva: "definire significa limitare". Ed è
impossibile limitare il bello - immortale e sovrumano - che stiamo
provando. No, non voglio pensare al giorno in cui questo bello potrebbe non
esserci più per noi due. Voglio invece pensare che
sarà eterno. E voglio fidarmi che così
sarà. Perché mai - come con te - non ho bisogno
di spiegare nulla, non ho bisogno di sovrastrutture di cui ricoprirmi
per conoscerti, non ho bisogno di parlare di certe cose e di altre no; non
ho bisogno di nulla… se non di te. Tutto il resto viene in modo
così naturale da non sembrarmi vero. Nulla mi pesa. E come
può pesare vivere nel bello? Che meraviglia!
Forse siamo solo pazzi entrambi, ma a me sta benissimo così.
Pazzi insieme, felici per sempre, in barba a tutta la gente che vive
una vita per essere felice ma non ha il minimo spessore spirituale per
poterselo permettere. Perché secondo me aspirare alla
felicità e all'infinito è un lusso concesso a pochi…
e noi due siamo tra quei pochi. Mi sento una regina…
È vero, al telefono forse ti sembrerò un'estranea…
ma per me aprirmi non è mai stato naturale. Ci vuole un macigno per
buttare giù il portone ed entrare in casa mia! Una volta entrati,
però, sono ospitale come poche. E tu - hai visto? - ci hai
impiegato un po'… ma alla fine il portone è volato via
come in un soffio.
Ti senti leggero come un ragazzo? Ma tu se più piccolo
ancora… sei un tenero bimbo, sei un piccolo principe. La tua volpe ti
aspetta domani… per essere addomesticata con amore.
Alba
Avevo intuito la tua bellezza
prima di conoscerti per davvero.
Ma essa già frantuma quei limiti
che il buon senso rafforza attorno ai sogni
più belli… per renderli possibili.
E tu sei quel sogno che non avrei
mai osato sognare, mai creduto…
che mai avrebbe potuto essere.
Jo
Tu sei un'idea,
l'idea più bella,
l'idea che - per la sua assenza -
alimentava la mia inquietudine.
Sully
Amore mio,
ieri ho provato a pregare per noi due; ma non sono tanto brava. Forse
me lo puoi insegnare tu…
Sono felice per questo amore, perché l'amarti non mi pesa…
ma mi fa volare.
Tu non sei di questo mondo!… e ti amo anche per questo.
Angelo… per il tuo aspetto.
Angelo… perché dici che vuoi proteggermi dagli eventi che
potrebbero scalfire, cancellare questa bellezza.
Angelo… perché sei venuto a salvarmi dall'inquietudine
fine a se stessa, da quell'inquietudine che dimora in me.
Angelo… perché ti amo. Per sempre.
Alba
A volte l'amore fa dire cose che poi vorresti non avere detto.
Con te, invece, il detto diventa insignificante alla luce di quello che
davvero sento per il mio angelo.
Sei davvero una musica che continua…
Solitudine assoluta,
senso di lontananza che m'annienta.
La parte in ombra dell'amore?
Quella più difficile da accettare?
Che la vita deve continuare
malgrado questa separazione.
Tu sei turbolenza nell'infinito
amore. Ti amerò per sempre.
Jo
Amore grande, sto ascoltando Bach per sentirti più
vicino. Sono ebbra di malinconia… anch'io come te. Ma - si sa -
è domenica… ed è tremenda!
L'infinito che mi hai fatto vivere è indelebile… non si
cancella. Come potrò farti capire che non avevo mai vissuto
nulla di così bello? E tutto questo grazie a te, angelo.
Le lacrime lasciamole a chi sta ancora cercando. Noi abbiamo trovato
l'Amore e la Meraviglia. Ne godremo a piccoli morsi, è vero,
e di nascosto: ma pazienza!
Sei bellissimo…
Tua
Alba
Io ti offro tutto quello che sono…
ma ti chiedo perdono
se non sarà abbastanza.
Jo
Mi piace l'ultimo cd di Vasco,
mi piace quest'aria frizzante
che mi sorprende assonnato al mattino,
mi piace il rossore sulle tue guance
quando ti dico che ti amo.
E mi piace quella tua leggerezza
di farfalla che fa, di gesti pieni
di grazia, lo scopo della sua vita.
Sei tutto quello che vorrei…
Jo
Io, pensando a te, alterno momenti di nostalgia a momenti di
incontenibile felicità e di profonda gratitudine per avermi
preso per mano; a momenti di rabbia per non essere vicino a te e non
poterti parlare se non via telefono (che odio!) - spesso con dialoghi
che ci allontanano - a momenti di intenso desiderio dove scapperei da
te per chiederti attimi di infinito. Sto provando tutto lo scibile
emozionale con te. E questo è il miracolo.
Vorrei poter suonare con te, poter ancora ascoltare musica con te. Per
me l'esperienza musicale (sia essa di solo ascolto o di esecuzione)
è trascendentale, mistica, superiore all'umano. Potere unire
questa esperienza alla conoscenza di te mi sta facendo impazzire di…
pace assoluta. Ma la pace assoluta è tutt'altro che calma,
è una tempesta di percezioni indescrivibili, è un
orgasmo spirituale (perdona il paragone forse azzardato).
Avrei bisogno delle tue ali attorno al mio corpicino oggi
(o sempre) per sentirmi amata e coccolata. E mi mancano i tuoi occhi
luminosi capaci di scrutarmi dentro. E mi mancano le tue mani che mi
accarezzano il viso con infinita dolcezza e che mi avvolgono con
implacabile desiderio.
Amore disperato e grandissimo… ti amo come una fanciulla ama il suo
principe. Tu sei un piccolo principe, non dimenticarlo. E io sono una
piccola volpe che con te ha ricominciato ad emozionarsi.
Ti abbraccio e ti accarezzo le guance. Non vedo l'ora di rivedere i tuoi
occhi…
Alba
"Amore disperato e grandissimo"… è questa la
verità che sentiamo, la verità che sappiamo: ma non
è molto consolante vero? Amore disperato! Alla lettera
significa "amore senza speranza", senza speranza in un futuro di
condivisione. Era questo che volevi dire, magari inconsciamente?
Oggi, quando ascoltavo lei al telefono, mi veniva da piangere non
perché provassi ancora qualcosa risentendo la sua voce, ma
perché la sentivo parlare come si parla a un comune amico, a
un semplice conoscente… come se nulla fosse successo, come se
sentirmi dopo un anno di silenzi fosse la cosa più naturale
del mondo, come se il suo amore non fosse mai esistito. L'ho odiata in
quel momento… odiata perché sembrava aver dimenticato le
parole, dimenticato i gesti, dimenticato tutto.
Stasera, quando tu hai risposto al mio "ti amo" con il tuo "io ti amo
di più, angelo" una tristezza incredibile ha oscurato il mio
sorriso che si era illuminato fin dal primo momento che avevo rivisto
il tuo volto: perché era sempre con quel suo "io di
più" che lei rispondeva quasi sempre al mio "ti voglio bene".
Penso che non avrò più bisogno di quell'incontro
che tu sembravi auspicare tra me e lei: perché se c'era
bisogno di una catarsi, di una purificazione per liberarsi
definitivamente dai fantasmi, quella è avvenuta proprio
oggi… con una telefonata!
Sto pensando al miracolo meraviglioso di due cuori che si riconoscono tra la gente, che si cercano, due cuori che si ritrovano tra una moltitudine di estranei, tra un mare di persone che non si arriverà mai a conoscere del tutto: per mancanza d'affinità o, semplicemente, per assenza di curiosità e d'interesse. E tu non puoi immaginare quanto io sia felice di potere ora silenziosamente gridare: - guardate: quello è il mio amore!
Ho paura che tu ti possa scoraggiare, paura che tu ti possa arrendere. Lo so che non possiamo pianificare quello che ancora deve succedere; ma volevo dirti che io - per te - ci sarò… e ci sarò per sempre.
Jo
Non c'è mattino che non inizi con un piantino.
Malinconia forse, desiderio smisurato d'amore, voglia di scappar via, bisogno di
essere… sempre.
Sento scoppiarmi dentro questo amore… ma so di non
essere mai stato felice come adesso (Jo)
A volte, sai, t'immagino come potevi essere con i tuoi amori precedenti, e sarei talmente masochista da volerti vedere persino adesso. Forse perché in parte io ti vedo ancora come quello strano personaggio - sognatore e affascinante - conosciuto per caso, un uomo che scrive un diario dove racconta il suo amore. Forse una parte di me ti sta ancora mitizzando, associandoti solo a quella misteriosa persona che ha vite parallele, vite dense di emozioni, di poesia e di passione.
Ma ora ti ho per me e devo pensare solo a noi due, lontano da
tutti i pensieri parassiti. Per questo cercherò di non
leggere più il diario. Perché ora dobbiamo
diventare l'uno per l'altro persone reali, talmente reali da starci
quasi sulle scatole!!! Io ho un bisogno quasi patologico della
vicinanza fisica, un bisogno di guardare, di osservare, di scrutare, di
annusare (sono una feticista dei profumi e degli odori naturali emanati
dalle persone, finché si tratta di buoni odori
naturalmente!), un bisogno di toccare - e forse mi piace maggiormente
toccare, sfiorare, accarezzare dolcemente piuttosto che baciare. E poi
ho voglia di parlare con te.
Non possiamo solo sognare, ma dobbiamo
raccontarci che cosa ci succede, che ragionamenti facciamo, che cosa
odiamo. Certo, poter solo sognare - abbracciata a te, sdraiati in un
parco sui colli, di notte, a guardare le stelle mentre in sottofondo ci
culla una bella musica - beh, questo sarebbe il mio paradiso! Ma, Jo,
non possiamo; il mondo ci chiede altro. E allora assecondiamolo 'sto
mondo… ma prendiamolo anche un po' in giro e teniamo duro, difendendo
a tutti i costi il nostro amore.
Che bello questo amore che non chiede
nulla, che non vive di nulla se non dell'emozione stessa che da esso
emana, che gode del poco che gli viene dato e ringrazia anche per quel
poco. È davvero fuori dall'umano.
È tutta la vita che rincorro questo sogno: amare senza
progettualità, senza le famose sovrastrutture, senza
ufficializzazioni, senza schemi, senza ragionamenti, ma solo in nome
della purezza del sentimento stesso e dello stordimento emozionale che
questo ci regala. Nessuna presentazione agli amici, ai genitori,
nessuna rivelazione al lavoro, nessun anello, nessuna casa, nessuna
macchina, nessun negozio, nessun ristorante, nessun cinema, nessun
vestito, nessuna vacanza, nessun appuntamento o telefonata
sull'agendina, niente. Solo amore…
Quando mai, se conosciamo un libro, o un quadro, o un cd, o un film che
magari poi diverranno parte della nostra vita e ricordo indelebile, ci
mettiamo a gridarlo ai quattro venti, lo riveliamo ad amici e parenti?
È un nostro segreto, patrimonio del nostro spirito… e resta solo
nostro. Non ci salterà mai di dire: "stasera non posso
uscire perché devo ascoltare un cd", diremo pittosto
"stasera ho voglia di stare da solo…" e poi ci ascolteremo il nostro
cd in santa pace, in barba a tutti i curiosi che cercheranno
d'immaginare, senza frutti, che cosa mai potremo fare stasera, chiusi
in casa, di così tanto divertente da rinunciare a un
aperitivo o ad una cena con gli amici.
E quel cd ora sei tu. Sei la mia musica, come dici tu. Sei il mio film,
il mio quadro preferito. Sei la sorgente cui si disseta il mio spirito.
"Disperato", "Io ti amo di più", "ti adoro", "amore
grandisssimo" sono tutte parole stupide con cui cerco di dare un nome a
questo sentimento che è ben più dell'amore. È un
tutto che mi fa tremare.
Perdonami, spesso mi esprimo e mi esprimerò in modo orribile
e indegno per descrivere quello che siamo io e te. Ma io non so
parlare… e non so scrivere. Però so che ti amo.
Tua, per sempre…
Alba
Insieme abbiam voluto tutto questo.
Il caso - semmai - ci ha fatto soltanto
incontrare.
Non una fatalità questo amore…
ma scelta solo nostra,
scelta consapevole,
scelta responsabile.
Ma io voglio - adesso lo voglio - il tuo
amore umano, come sei capace.
Ed io t'amerò con tutta la mia
rabbia, e con tutta la mia dolcezza,
e con tutta quanta la mia musica…
e con tutto il mio essere imperfetto.
Jo
Sei la mia energia e il mio spirito. Da quando conosco te
posso dire di non avere mai amato prima.
Ma come vivrò - dimmi - se non potrò condividere
questa felicità con nessuno né, tanto meno, con te?
Il tempo, forse, me lo insegnerà…
Intanto vivo d'immagini e di sogni. E piango, piango perché amo un uomo che il mondo mi ha sottratto… che il mondo non mi concederà mai. Ma so che sarò per sempre tua anche a costo d'impazzire, e che non me ne pentirò finché non mi chiederai di smetterla.
Jo, ho bisogno di te perché ti amo.
Ti amo! Che posso dire di più?
Mi manca l'aria senza il tuo viso dolce.
Io ti amo. Te lo sto gridando…
Alba
Amore, come sempre ho poco tempo… ma continuo a volerti
gridare che ti amo.
Non sono d'accordo sul fatto che io non mi fidi di te e che quindi -
per questo - non mi apra completamente. Semplicemente non so
aprirmi di più per telefono o per email. E, comunque, mi
è lo stesso davvero difficile. Dovrei averti davanti per
poterti accarezzare fino alla nausea e, nel frattempo, raccontarti
tante cose. Mi servirebbero i tuoi capelli fra le mani, da
spettinare… capisci? E avrei bisogno del tuo corpo da spapuzzare
mentre parlo di massimi sistemi.
Non ho paura di me o di te. Ho paura del destino. Vuoi forse dirmi che
sei stato tu l'unico artefice della fine con lei? O forse lei
è stata l'unica responsabile della fine con te?
Una cosa, secondo me, è successa in entrambi i casi.
Passati 2 o 3 anni (tempi canonici di durata media di un innamoramento)
forse era giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di volerlo
responsabilmente questo amore. E non solo perché il cuore
batteva, non solo perché il corpo sudava e la voce tremava
mentre la testa partiva al solo pensiero dell'altro. Anzi, mentre tutto
ciò forse stava finendo, proprio in quel momento sarebbe
dovuta iniziare la fase di progettualità dell'amore, quella
in cui ogni cosa avviene solo perché costruita, alimentata
da entrambi; il fato, a questo punto, non avrebbe più avuto
nessun ruolo, nessun potere, e le emozioni - quelle incontrollabili -
neppure!
Tuttavia, come avreste potuto - sia nel primo che nel secondo caso -
costruire un amore che non aveva modo di autoalimentarsi, dato che il
vedersi era raro e, comunque, sempre denso di angoscia e di sottesi
sensi di colpa?
L'amore abbisogna di sguardi quotidiani, di mani che si cercano… di
mani che possano ritrovarsi. E so che, prima o poi, arriverà
il tempo dove il pensiero, e quelle parole che noi tanto amiamo, non
saranno più sufficienti. Così, tra noi due, forse
si riproporrà la medesima situazione. È vero, per ora ci
basta la pura bellezza; ma che faremo quando il tempo sarà
passato, quando gli incontri clandestini e le lettere - quelle
meravigliose lettere che ora ci fanno compagnia - non ci basteranno
più? quando, peggio ancora, non ci emozioneranno
più perché il nostro cuore avrà di
nuovo bisogno di freschezza, di leggerezza, di quelle cose che solo un
amore giovane e spensierato possono dare?… e non certo un amore
oppresso da pesi e da progetti? Ne hai già uno tu
così, bello e unico quanto vuoi… ma comunque tutt'altro
che fresco. E allora che fare?
Amore mio splendido, nulla! Io spero solo che il destino ci faccia
capire che il nostro sentimento avrà delle possibilità
in più rispetto alle storie abituali che il mondo racconta;
spero che il fato ci indicherà una strada, un modo per far
sì che il nostro amore fiorisca alla luce del sole. E
senza la sofferenza esagerata di nessuno. Non so come, e non so quando.
Ma voglio sognare anche su questo.
Mi manchi, mi mancano le tue gambe magre e la tua voce
concitata, i tuoi pensieri trasbordanti di gioia e di magia. Quando ti
avrò un po' per me? Non voglio pensarci, dato che non so
neppure se una risposta esista.
Ti sogno giorno e notte… e ti bacio nel modo più dolce.
Tua, tua - ricordalo - tua…
Alba
Stasera è toccato alla tua lettera ad essere letta in
mansarda… e poi ad essere bruciata sul tetto. Mi si è
stretto il cuore vedere le volute di fumo innalzarsi da essa.
La tua lettera è amara… amara forse perché
profondamente "vera". Ma su questo punto - io e te - siamo molto, molto
diversi.
Con questa tua si chiuderà definitivamente il Diario di Jo,
con una lettera che io non avrei mai avuto il coraggio di scrivere.
Ora ho bisogno di ritrovare il mio sogno… un sogno che non sia
soltanto ineluttabilità, fatalità, resa.
E adesso che sono arrivato
fin qui grazie ai miei sogni…
che cosa me ne faccio
della realtà?
Adesso che non ho
più le mie illusioni…
che cosa me ne frega
della verità?
Adesso che ho capito
come va il mondo…
che cosa me ne faccio
della sincerità?
Vasco Rossi
Jo
Sullivan, Diario di Jo
Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw