Le sei del mattino… e sono sveglia ormai da quasi un'ora. In questo periodo non riesco proprio a riposare bene, forse per il caldo di questo maggio infuocato; sta di fatto che la stanchezza comincia a farsi seriamente sentire man mano che passano le ore, per coagularsi alla sera in un torpore che assomiglia in tutto per tutto allo sfinimento e che mi costringe a una resa che non voglio. Sempre più spesso, infatti, mi ritrovo addormentata con la luce accesa, ancora vestita e con un libro abbandonato sull'addome. Ma di lì a non molto eccomi di nuovo sveglia. E so che non funziona svestirsi rapidamente rimettendosi subito a letto: il sonno tarderà comunque a venire. Eccomi allora che mi giro e mi rigiro, affannata, sudata, inquieta, sforzandomi di non pensare a nulla, di fare tabula rasa sradicando le radici stesse del pensiero. Ma no!, non funziona mai, e il cuore non smette per questo di continuare a battere. Anzi stasera esso ha come una sonorità nuova, più piena, più insistente oserei dire, come se volesse ricordarmi che non potrò continuare a lungo ad ignorarlo, a far finta che niente sia successo, che nulla sia cambiato.
Ho conosciuto un uomo. Beh, dire conosciuto non è forse la parola
più giusta, più adatta; si è trattato, piuttosto, di un semplice
incontro di lavoro, un necessario scambio di idee per adottare una procedura univoca per
il lancio pubblicitario di un nuovo prodotto. Eppure, da allora, non so pensare ad altro
che ai suoi occhi, al suo modo di atteggiarsi, al suo disarmante sorriso.
Ma ciò che più mi ha colpito in lui non è stata tanto la sua
gentilezza e l'attenzione che ha prestato a ciò che dicevo, ma quel suo supremo
interesse che, annullando tutto il resto, mi ha fatto sentire importante, insostituibile, unica.
E ricordo di essere uscita da quella stanza come cambiata, e di aver guardato il
mondo - forse per la prima volta dopo tanto tempo - con nuovi occhi, abitati da uno
sconosciuto stupore.
E mentre ora m'accingo ad assaporare un caffè che allontani i fantasmi di questa
notte sento che nel mio cuore, piano piano, si sta facendo strada un desiderio…
Maia
Se piuttosto vago e indefinito fino a qualche giorno fa, ora invece è come un vuoto smisurato che mi dilaga dentro e che mi sommerge, che mi soffoca. Non importa che cosa io stia facendo: lui - il desiderio - è sempre lì in attesa, paziente.
Non ho potuto rivederlo, e lui non si è fatto sentire… e quel senso di pienezza
e di gioia provato il giorno del nostro incontro si è ormai trasformato in dolorosa
e inconsolabile assenza. E ho perduto la pace!
Possibile che mi sia sbagliata? Possibile che abbia scambiato i suoi modi gentili per un
interesse e premura nei miei confronti? No, non lo credo possibile.
Forse la colpa è soltanto di questo maledetto silenzio, questo silenzio che costringe
a voler sempre mettere alla prova le ragioni dell'altro, per scorgervi quelle crepe
d'incoerenza che così dolorosamente feriscono.
E mentre adesso desidererei su di me le sue mani e la sua bocca, adesso che vorrei
riascoltare la sua voce e perdermi in quegli occhi luminosi che non possono aver
mentito… lui non mi chiama.
Maia
Caro Daniel,
ho sentito il bisogno di scriverti, forse per fare un po' di chiarezza nei miei pensieri.
Ti confesso che quando Jaine, ancora in primavera, mi aveva detto che tu eri interessato a
me non le avevo creduto, anzi pensavo che fosse un modo per coprire i suoi problemi
coinvolgendoti. Quindici giorni fa, quando l'ho rivista, mi ha nuovamente parlato di te.
Ricordo che discutemmo di quanto tu sia apprezzato dai colleghi… ma lei continuava a
insistere sul fatto che tu saresti venuto agli incontri soltanto per rivedermi e scherzammo
benevolmente su questo. Ecco perché quella sera mi sono seduta vicino a te, un
po' per curiosità, un po' per gioco. Poi la mezza gaffe dell'invito… e non averti
trovato all'uscita mi ha fatto pensare di averla fatta grossa. I pensieri di tutti i giorni
mi hanno fatto poi dimenticare la cosa… fino al tuo messaggino di domenica che mi ha fatto
esplodere dentro un turbine….
Credo che ti devo proprio ringraziare, era tanto che non provavo più certe
sensazioni! Negli ultimi tre anni tutto era stato così piatto!… uscivo infatti
da una depressione che mi aveva come annientata, e che mi aveva fatto pensare che non
avrei più provato sensazioni così.
Sai, in questi giorni mi sentivo stranamente felice. Poi, però, sono subentrate
tutte le ansie e le insicurezze degli ultimi tempi: "Ma cosa vorrà da me?
Potrei fare del male ad altre persone!". Non ti avevo neppure parlato e
già volavo verso pensieri che non avevi minimamente fatto balenare… ed ero
già perseguitata dai sensi di colpa.
Ieri, come mi hai fatto notare, ero veramente in grande imbarazzo e, anche se non era
vero, mi sentivo addosso gli occhi di tutti. Avrei voluto essere la fatina della
"Bella addormentata nel bosco" e con la bacchetta magica fermare tutto intorno
a noi e poter parlare con te di tante cose banali… Avrei voluto conoscerti
perché sono convinta che tu sia una bella persona, volitiva, un po' malinconica
ma piacevole e allegra, e divertente. Adoro avere vicino persone divertenti con cui
parlare di tutto con serenità.
Se non fossi impegnato forse mi spingeri oltre, ma sono così bigotta ed educata
in modo così rigido!
Questa notte poi, fra la tensione per Catherine e dopo aver letto le tue poesie e i
tuoi brani non riuscivo proprio a dormire… mi sembrava che la centrifuga della
lavatrice girasse dentro il mio cervello. Ma adesso, ora che ho smaltito la sbornia
e che ho ripreso il solito autocontrollo, mi sono resa conto che tutto era provocato dal
fatto che non capivo cosa io volevo veramente. Mi ero infatti lasciata prendere dall'ebrezza
dell'adolescenza. Ma ora, invece, ora credo finalmente di sapere cosa voglio: vorrei
essere una tua cara amica, conoscerti, parlare con te per vedere se riusciamo a
condividere emozioni e momenti di serena allegria.
Accidenti, mi metti anche in soggezione pensando a come criticherai quello che ho scritto.
Ho un autostima che fa schifo!
Ciao bello, a presto. Credo che ti sei trovato una rogna.
Maia

Cara Maia,
quando ho scaricato la posta e ho visto che mi avevi scritto, ho provveduto subito a
stampare le tue parole (senza prima leggerle) e con il cuore che batteva a mille mi
sono recato in terrazzo - alla luce della luna - per leggermele in santa pace.
E più scorrevo le righe - piano piano, per non arrivare subito al
fondo - più l'emozione s'impossessava di me afferrandomi stretto stretto, mentre
ogni barriera tra di noi - paure, perplessità, insicurezze - veniva a poco a
poco smantellata.
Non ti dico la gioia provata quando ho sentito quel "noi", quando mi hai
detto: "Avrei voluto essere la fatina della Bella addormentata nel bosco e con la
bacchetta magica fermare tutto intorno a noi e poter parlare con te di tante cose
banali… Avrei voluto conoscerti". Quando, poi, ho letto il tuo
commiato "Credo che ti sei trovato una rogna" allora non ho proprio saputo
trattenere una lacrima…
Sono io a dover ringraziare te, Maia, perché con le tue parole hai permesso che entrassi nel tuo giardino segreto.
Daniel
(Due giorni dopo)
Se è vero - come ti dicevo ieri sera - che mi capita di sorridere quando mi alzo
al mattino e quando cammino tra la gente… è anche vero che la notte spesso
cancella le sicurezze e spazza via ogni certezza. Sto vegliando già da un
po' e decido di provare a scriverti ora, alle quattro del mattino, mentre invece
dovrei riposare.
Sono agitato Maia, agitato… i tuoi silenzi, i nostri silenzi, il silenzio di
questi giorni, hanno alimentato in me la convinzione che tutto possa essere stato
solo un sogno…
Sai? Pensavo al dono grande di due cuori che si aprono l'uno all'altro e, così facendo, scoprono l'amicizia… E noi potremmo veramente essere questi due cuori! Ma solo se lo vuoi anche tu… e senza nessuna paura!
E tu, Maia, sei proprio sicura di sapere cosa voglio io?
Io, da quando ti ho conosciuta, ho sempre voluto e desiderato soltanto
il tuo bene… e se per te questo bene dovesse contemplare la mia assenza, allora
ti lascerei andare.
Per sempre… tuo amico.
Daniel
(PS Un saluto, con il sorriso luminoso che ti caratterizza…)
Come sentieri verso il mare
i tuoi occhi,
come vulnerabile tramonto
il tuo sguardo…
inutile, quindi, ogni mia difesa.
Daniel
Ciao topina passionale,
grazie per esserci, grazie per quegli attimi rubati al tuo lavoro… e soltanto per poter
essermi un momento accanto.
Sai Maia, sono più che convinto che né tu né io potremmo mai
essere veramente tranquilli… il fuoco arde dentro i nostri cuori, e noi sappiamo che
la sua natura non è la calma, ma la forza e l'irruenza.
Bruciami allora… che cosa stai aspettando?
Un bacio lieve.
Daniel
P.S. Ci vuole tutto il bene che possiamo, davvero Maia, per tutto questo!, perché la
nostra strana storia continui, perché tutto ciò che ci è di ostacolo
non sia soltanto un muro insuperabile, ma un'occasione per inventarci, una volta
ancora, la poesia e la gioia.
Ti prego… non ti stancare, e non dimenticare: io sono e sarò, sempre e
comunque, il tuo amico. Il tuo amico del cuore.
Teneramente.
D.
Suona il campanello - sono le tredici circa - e al citofono mi risponde un uomo: posta
celere signora!
È il tuo regalo! Finalmente potrò ammirare il quadretto che mi avevi
descritto e promesso. Il volume è strano però, il formato e la pesantezza
del pacchetto mi fanno dubitare che si tratti di quanto è atteso. Ho quell'ansia
addosso che mi fa sembrare arrabbiata, invece è solo quell'incredibile
curiosità che mi prende e mi agita impedendomi di scartare nei dovuti modi il regalo.
Ma poi c'è un modo corretto di aprire un regalo?
Sorpresa!!! Sono due libri! Non uno bensì due volumi dai quali balza subito alla
mia attenzione il primo titolo: "Una vecchia amica". Non può che affiorarmi
un sorriso, mentre una stretta al cuore mi prende scorrendo le prime righe di presentazione
del secondo testo. Che cosa ci vuoi fare mio dolcissimo amico? Puoi perdonare una vecchia
amica che prova ancora meraviglia e struggenti emozioni quando il ricordo, suscitato dalle
parole, riaffiora in tutta la sua forza?
Ti ringrazio con tutto il mio cuore per questo tuo amorevole dono, per questo tuo dolcissimo
dedicarti a me ora, nell'occasione particolare del mio compleanno, ma anche negli altri giorni
quando lasci che un tuo pensiero mi si rivolga e un lieve ma affettuoso sorriso lo accompagni.
Sono brusca e spesso scostante in questi giorni, lo so. Tu non lo meriti ma approfitto della
tua pazienza perché sei mio amico e so che mi vuoi bene… e che puoi perdonarmi.
Sai? Non possiamo condividere praticamente nulla di noi stessi, ma penso che riusciamo ad
appartenerci attraverso un legame che non ho mai saputo definire, una sorta di arcobaleno
di pensieri ed emozioni che non svaniranno mai.
Grazie per tutto quello che mi hai regalato Daniel, grazie per avermi svelato quella parte meravigliosa di te che adoro. È il dono più grande che potessi farmi.
Maia

A volte, anche se si sa di essere importanti per qualcuno, fa egualmente un gran piacere
leggere i pensieri di chi ci vuol bene, riassaporare con calma - con calma ? - ciò che
già si conosce ma che desta sempre una nuova e rinnovata
emozione quando lo si legge. È quasi come guardarci ancora negli occhi.
Non è forse vero Maia?
Ed io ti voglio bene, dolce amica… e mi manchi. Ma devo anche imparare a convivere
con la tua assenza e - a quanto dici tu - sembra che ci sia in qualche modo
riuscito. In realtà tu, amica mia, hai aperto una porta
che non potrà mai essere chiusa rendendomi presente in un mondo
di poesia, in un mondo di tenerezza e di sogno che da sempre mi appartiene
- è vero - ma che da sempre avevo cercato invano.
Separati - dunque - ma uniti… per sempre.
Daniel
Buonasera Daniel,
in una tua precedente lettera mi chiedi chi io sia veramente. Non è una domanda
così stupida a pensarci bene. Maia chi è? Io penso che lei sia una donna
fragile, talvolta spaventata e intimidita dai fatti che la vita le propone. E ancora: lei
è una donna forte e coraggiosa che si impegna a dare il meglio di sé, per
quanto può e a volte più di quanto deve.
Maia ha però un segreto. Ama il sogno e l'amicizia. È rimasta quasi sempre
delusa nel suo vano tentativo di leggere negli occhi di qualcuno quella particolare luce
che appartiene solo alle persone che sanno amare e sanno stupire. Ma da qualche tempo
però Maia è una donna fortunata. Non ha nemmeno dovuto sforzarsi per trovare
il sogno perché esso è arrivato semplicemente da lei. Alcune parole, come
fossero un codice segreto, le sono bastate per riconoscere il suo sogno. Egli era
lì, e la stava cercando. Pochi istanti per riconoscere l'amicizia che ha sempre
desiderato, un battito d'ali e ha potuto condividere con lui il sorriso e il pensiero.
Quale stupore e quale infinita gioia, non puoi immaginare!
Ma chi è ancora Maia? È una donna consapevole di amare pur non avendone
il diritto, è una donna… ma è anche l'ombra di se stessa, destinata
ad un orizzonte lontano anche se illuminata da un cielo dalle meravigliose sfumature.
È un arcobaleno dai più vividi colori, ma come tale sa anche di dover
confondere le sue tinte tra mille altre, quelle della vita di ogni giorno. Maia, eterno
conflitto tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra luce e ombra. Maia che, consapevole
di questa amicizia e di questo amore, sorride al mondo pur sapendo che il mondo, grato di
ricevere il suo sorriso, è pronto ad accusarla e, domani, a rinnegarla come figlia.
Se la pace è amare, basterebbe davvero poco per vivere in armonia.
Ma se anche l'amore viene ingabbiato in eterne convenzioni, perennemente giudicato dalla
gente che comodamente sceglie di essere antiquata e polverosa giuria, allora Maia non ha
il diritto di amare né di vivere il suo sogno, perché così Maia non
esiste. Accogli senza remore il mio grido Daniel, perché ora ti dico ciò che
sento, giusto o sbagliato che sia: io ti amo.
Maia

Come riconosco questo tuo grido… perché pure a me è capitato di gridare
forte il mio amore e la mia angoscia, quando mi sembrava tu avessi dimenticato tutto: la
tenerezza, la passione, l'urgenza, la possessione. Allora mi sbagliavo (perché mi
amavi e mi ami)… ora, invece, sei tu a "sbagliare" perché io voglio, e
continuerò a essere il tuo sogno (come tu sei e rimarrai il mio).
Lascia quindi perdere il giusto e lo sbagliato… si può sbagliare amando?
Noi due continueremo in questo viaggio di amicizia e amore, col rispetto che sempre abbiamo
dimostrato l'una verso l'altro, fregandocene delle convenzioni e di quel mondo - sempre
pronto ad accusare prima ancora di capire - che non potrà mai accettare e
conoscere fino in fondo ciò che noi due rappresentiamo uno per l'altra.
Più tardi…
Sono le 20 circa, ma non ho bevuto sufficiente birra, stasera, per essere quantomeno un
po' allegro nello scriverti.
Sai, Maia, vorrei non essere così sensibile all'umore delle altre persone; non riesco
proprio a fregarmene… e questo, a volte, mi fa soffrire molto. Sarà stato il
tono malinconico della tua ultima, pur bellissima, lettera «Maia… una donna
consapevole di amare pur non avendone il diritto… ma è anche l'ombra di se
stessa, destinata ad un orizzonte lontano anche se illuminata da un cielo dalle meravigliose
sfumature. E' un arcobaleno dai più vividi colori ma, come tale, sa anche di dover
confondere le sue tinte tra mille altre, quelle della vita di ogni giorno… » a
infondermi tutta questa inquietudine? Non credo, o forse anche questa avrà avvallato
quella che al telefono mi è sembrata - ultimamente - una donna sola, rassegnata
ad un amore che non vivifica, ad un amore che non guarisce… votata ad un amore perduto.
È difficile per me non pensare che, nonostante la poesia che questo amore ci ha
fatto vivere e conoscere, forse un altro gabbiano - ma libero veramente di volare - avrebbe
potuto cancellare dai tuoi occhi ogni tristezza donandoti quello splendido sorriso che io
amo e che adoro così tanto.
Sai, è proprio l'intensità di questo amore che mi fa pensare e dire queste cose. Non riesco più a tollerare, infatti, le tue lacrime e i tuoi pianti silenziosi al telefono o quelli - immagino - nella tua cameretta, lontano dal mio sguardo indagatore e scrutatore di emozioni.
Daniel
«L'unica cosa che non mi piace è quando una persona continua a sbagliare e ha la pretesa di essere perdonato ogni volta, magari facendo leva sulla sicurezza di poter contare su sentimenti quali l'amicizia o l'amore».
«Se è vero che "sbagliando si impara", allora diventa necessario trarre beneficio dai propri errori per cercare di non ferire le persone che credono in ciò che sentono».
«Certo… bisognerebbe anche conoscere le motivazioni dell'agire di una persona, ma a volte è troppo comodo giustificarsi quando il danno è stato fatto. Non credi? E perché mai uno dovrebbe essere sempre disposto a perdonare?».
Sono parole tue, queste, Maia… parole sulle quali riflettere.
Daniel

Caro Daniel…
hai ragione, sono pensieri su cui riflettere. Ma non è questo il punto.
La realtà ci ha fatto conoscere, anzi meglio, riconoscere! Ma da questa stessa
realtà non possiamo, e forse non dobbiamo proprio, pretendere di più.
Se vuoi non parleremo più di sogno anche se, di fatto, ne abbiamo conosciuto i
suoi molteplici aspetti.
Ci siamo incontrati e amati da subito, e quello che ora ci lega e ci caratterizza - come
spesso mi ricordi tu - va oltre l'amicizia. E hai ragione. Ma credo, e converrai con me, che
fare i capricci come bimbi è ormai diventato inutile. Sappiamo, infatti, che la
situazione non potrà cambiare - non possiamo nemmeno vederci e frequentarci come
ci piacerebbe - e questo, inevitabilmente, ci deve ricondurre sulla strada dell'amicizia.
Parleremo ancora e sempre noi due… di ogni sensazione ed emozione, di ogni desiderio e di
altro ancora, ma non dovremo più farci sopraffare da gelosie e da quel tormentato
sentimento di possessione che così profondamente ci caratterizza.
Le nostre vite non hanno un destino che ci vede vicini… almeno non come, a volte, desidererei
fortemente.
Da qui, Daniel, il nostro amorevole sacrificio, la nostra rinuncia: rimanere sì vicini
e uniti - perché la "vita della mente" non può e non vuole sopportare
il dolore e l'aridità di un silenzio - ma senza mai dimenticare che in questa
realtà ancora da vivere siamo - e saremo - separati.
Ciò che proviamo ora, l'uno per l'altra, è un dono prezioso… e sono sicura
che sapremo custodirlo in noi per sempre.
Con amore infinito.
Maia

Leggera la barca mi porta
incontro all'ospite gentile,
che da gran lontananza
viene su per il lago.
Poi, nella loggia,
dinanzi a una coppa di vino,
da ogni lato
i fiori di loto si apriranno.
Wang Wei
Nei momenti di difficoltà, quando ci si sente smarriti e non si sa più
cosa fare, non c'è quasi mai un Salvatore, uno che ci indichi quale sia la strada
più giusta da percorrere, un angelo che ci doni - con leggerezza - quell'aiuto
che tutti noi abbiamo bisogno ogni giorno della nostra vita, uno spirito che faccia
sbocciare dentro di noi quella sicurezza che libera dalla paura e dall'ansia permettendoci
così di guardare sempre avanti, con serenità, e capaci di gioia autentica.
Forse troppo spesso siamo soli con noi stessi!, anche se qualcuno ci cammina accanto.
Soli nella tristezza e nella gioia, soli perché il nostro mondo interiore
difficilmente lo si riesce a manifestare ad un altro nella sua interezza, soli in
mezzo alla gente, quella gente che ti sfiora come se non esistessi, e soli quando - stanchi - ci
abbandoniamo tra le "annuvolate" braccia di Morfeo.
Ma come è cambiato tutto questo da quando ho conosciuto te!
Ora però tu parli di sacrificio necessario, di rinuncia. E, per quanto dolorosamente, non
posso non essere d'accordo con te… e questo per i motivi che conosciamo fin troppo bene.
Ma permettimi di dirti ancora un'ultima cosa: non esiste nessuna umiliazione tra di noi e non
esisterà mai la sensazione di aver commesso un errore, che tutto sia stato uno sbaglio.
Come sarebbe d'altronde possibile alla luce dell'amore che ci lega?
La sola e vera umiliazione Maia - per te, per me, per noi - sarebbe quella di svegliarci un
mattino accorgendoci di non credere più in questo nostro - e solo nostro - meraviglioso
sogno.
Solo per amore.
Daniel

Tu sei il mio sogno, tu mi hai dato ciò che avevo solo immaginato potesse esistere.
No, non mi sbagliavo!
Non penso all'umiliazione Daniel, penso a questa nostra meravigliosa storia nella
storia, proprio perché è così grande questo amore che ci unisce.
Sarò per te una buona amica, lo so. E tu sarai il mio unico, incredibile e bellissimo
gabbiano.
Per noi, per amore, per sempre…
Maia
Caro Daniel,
mi rendo conto che sei un uomo che vuole dare una giusta coerenza al suo modo di vivere.
Il tuo carattere però spesso desidera seguire vie irrazionali anche se di tendenza
sicuramente poetica e passionale. E questo, alla fine, ti infastidisce fino a farti pensare
di essere sbagliato.
Ieri sera ti ho promesso il mio silenzio telefonico e di sms, ma non immagini quanto mi sia
costato offrirti la mia disponibilità in tal senso. Dopo aver sentito il clic
d'interruzione della tua telefonata ho pensato che forse questo tentativo di rimanere
lontani non è poi alla fine molto diverso da un addio a tutti gli effetti.
Ti rispetto, e rispetto di più l'amore per la tua famiglia, la tua voglia di essere
per loro - e solo per loro - sempre sorridente e disponibile, anche se mi
addolora - inevitabilmente - che sia io a dover rinunciare a qualcosa che ho a lungo cercato
e, con gioia e stupore, trovato. Ma questa è la realtà. Nessuno dovrebbe, e di certo
vorrebbe, girare il volto di fronte a un sentimento speciale, ma siamo esseri umani e i conflitti
interiori risultano difficili da affrontare e da risolvere senza sofferenze e rinunce.
Le convenzioni, alla fine, hanno vinto una volta ancora! Ora tutto diventa
più semplice, anche se meno appagante e soddisfacente. Non penso di dire nulla di
nuovo affermando che la vita ci chiede così spesso di scendere a compromessi che
ormai è diventato un meccanismo semiautomatico dover sacrificarsi e rinunciare ai
sogni per una consuetudine.
Così, dolce amico, la malinconia di questi momenti non è diversa
né meno dolorosa di un addio perché abbiamo deciso di limitare, anche se per una
serie di giuste cause, i nostri sentimenti, la nostra amicizia.
Io faccio di cuore l'augurio ad entrambi che questo atto di generosità abbia l'unico
scopo di migliorare le nostre vite e di farci sentire più sereni.
Con l'amicizia e l'amore di sempre.
Maia
Ciao Daniel,
queste righe vorrebbero chiederti che cosa sta succedendo alla nostra
amicizia, ma non sarà così. Mi dici che sei stanco, anche
psicologicamente, e di questo mi rammarico e mi dispiaccio soprattutto per
non avere la possibilità di alleviare questo tuo problema.
Tu mi dici il contrario... ma, in qualche modo, mi sento responsabile del tuo
malessere ed ora non vorrei davvero che ciò divenisse il problema principale.
Nelle nostre ultime e, a quanto sembra da parte tua, poco desiderate conversazioni
telefoniche c'è sempre un motivo per cui, alla fine di una mia domanda, il
tuo telefono risulta scarico o il segnale viene a mancare. Che sfortuna... in questo
modo non riesci mai a darmi una risposta! Ma è lo stesso perché, in
fondo, conosco il tuo affetto per me e di questo sono felice ed orgogliosa.
Così, tesoro, se stai cercando quella tranquillità in qualche modo
perduta e se ti necessita un po' di tempo per non pensare o, al contrario, per
farlo troverò il modo di non invadere il tuo spazio, spazio che fino a ieri
sembravi desideroso di condividere anche con me.
Sì, da parte mia non sarà spontaneo non cercarti e questo tu lo
sai ma, se devi trovare la tua serenità perduta, spero in questo modo
di aiutarti in nome di un'amicizia che sento profonda ma non limitante.
Ti prego comunque di non nascondermi, per paura di farmi soffrire, pensieri che
siano rivolti a modificare o a limitare ciò che fino ad ora siamo stati
l'uno per l'altro. La verità, in una situazione di bene reciproco, è
sempre la scelta migliore.
Come ho avuto modo di dirti più volte al telefono io sarò qui
con la mia disponibilità, il mio sorriso, la mia voglia di ascoltarti e di parlare.
Non posso offrirti che questo mio modo d'esserti amica. Ma ti basterà?
Maia

Ciao Daniel!
Mi piacerebbe così tanto poter togliere tutti i dubbi negativi che in
qualche modo ci impediscono di assaporare il gusto di essere amici.
Hai ragione quando dici che non è solo amicizia, ma in fondo due amici
possono e provano, grazie all'amore che li unisce, anche sentimenti di possessione
e gelosia. Non posso, non riesco e non voglio provare vergogna per ciò che
provo per te. È giusto che si faccia un passo avanti come dici tu ed
è giusto crescere e camminare verso un sentimento di pura amicizia che
non ci coinvolga fisicamente e che non ci faccia sentire, poi, in colpa.
Mio dolcissimo amico, credo non riuscirò a toglierti nessun dubbio con
queste poche righe ma scriverti mi fa sentire più vicino a te, mi permette
di amarti con discrezione e di abbracciarti con tutto il mio amore.
Maia

Ciao Daniel,
questa ha tutta l'aria di essere l'ultima e-mail. Non avrà molto
senso, infatti, che io continui a scriverti per procurarti solo nervosismo
e delusione.
Dire mi dispiace per aver sentito e ascoltato i tuoi insulti è falso; umiliante
sì, ma falso. Ciò che invece più mi rammarica e addolora
è che tu sembri non avere più molta stima di me.
Sono tranquilla sul mio comportamento: non ti ho offeso, non ti ho tradito, non
ti ho deluso. Solo quando mi hai detto che tutto questo non va bene per te, solo
allora sei riuscito veramente a farmi male. Abbiamo creduto fermamente in tutti
questi mesi - ed io credo ancora in te nonostante tutto - nella possibilità che
un'amicizia come la nostra fosse fonte di serenità e gioia per entrambi.
Io non sono certo necessaria alla tua vita ma sono, credo, importante come tu
lo sei sicuramente per me.
Daniel, mio dolcissimo amico, mio bellissimo cavaliere: vorrei dirti
di non lasciarmi andare, vorrei dirti di non andare via, di non allontanarti da me.
C'è solitudine e freddo lì fuori. Restami vicino! Ti dico di nuovo che
io sono qui, se mi vuoi, se troverai dentro di te anche un solo piccolo motivo per
rimanermi amico. Te lo chiedo con questa mia - per l'ultima volta, per non
disturbarti più - di rispondere, anche con poche parole, se per te è e
sarà un definitivo addio.
Per me è e sarà per sempre la più grande e meravigliosa amicizia!
Maia
Sullivan, Diario di Maia
Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw